puntini di sospensione
Puntini di sospensione

Puntini di sospensione

di Francesco Ferrazzi

1C, tema di Matteo M.

Consegna: Il coronavirus ha stravolto le nostre vite. Divieti di uscita, scuole chiuse, didattica a distanza, sono solo alcuni degli aspetti che hanno caratterizzato questi lunghi giorni di un tempo irreale, sospeso… Tu come stai vivendo questa emergenza? Che cosa ti ha insegnato l’esperienza del lockdown? Esponi la tua riflessione in un testo.

Profe lei lo sa che non sono bravo nei temi ma ci provo comunque, anche perché una lezione credo di averla imparata davvero con questo lockdown e riguarda proprio la scrittura. O meglio, la punteggiatura. Io non sono mai stato buono con la punteggiatura, lo so che lo sa perché per evitare che copiamo i riassunti dei libri da internet ci ripete sempre che conosce la nostra scrittura… Allora sa che alla punteggiatura non ho mai fatto tanto caso. Quando vedevo i segnetti rossi (virgole, punti, eccetera) che faceva sui miei temi mi sembravano solo dei piccoli graffi – e pensavo che lei fosse un po’ un rompi… Però in questi giorni chiuso in casa, che mia mamma non mi faceva proprio uscire ma neanche per portare fuori il cane, ho avuto tempo di pensare, anche troppo, soprattutto quando poi sono rimasto senza giga e wi-fi per ben due giorni. Ho pensato a un sacco di cose, e tra le tante altre anche alla punteggiatura. Non so bene perché, forse perché proprio non avevo altro da fare e poi dovevo studiare grammatica per il recupero… Quando messaggio con gli amici non uso la punteggiatura, non ne ho bisogno, mi capiscono al volo, e quando parliamo non ci faccio caso alla punteggiatura, anche perché boh, è difficile capire quando uno usa una virgola, non la posso mica vedere. Anche lei a volte non usa la punteggiatura quando spiega, lo sa? va come un razzo, non mi dà neanche il tempo di prendere appunti – per questo non è colpa mia se non li prendo… La punteggiatura è infatti come prendersi una pausa e proprio in queste settimane di lockdown ho capito cosa vuol dire. Prima pensavo che le pause fossero solo una noia mortale, perché ero sempre occupato, con la scuola, gli amici, il cellulare, i compiti, il basket, la playstation, Netflix… Poi il coronavirus mi ha bloccato a casa, mi ha tolto un po’ di quello che riempiva le mie giornate e ho scoperto l’importanza delle pause grazie a piccole cose, come quei momenti passati veramente in famiglia. Tipo che ho imparato con la mamma a cucinare la pizza fatta in casa, e che è molto meglio prenderla da asporto. Ho capito che mio papà è negato con qualsiasi videogame, ma un vero boss del Monopoly. E ho imparato che anche i miei, tanto, ma tanto tempo fa, hanno fatto la scuola e per questo possono darmi dei consigli su come affrontarla. Tipo quello di collegare alle cose da imparare a memoria delle immagini forti, che mi colpiscono e mi rimangono nella mente. È il modo che ho usato anche per studiare tutta la punteggiatura, che sono tanti i segni da ricordare con le loro caratteristiche e sennò avrei fatto fatica. Tipo che il punto è diventato la pagella dopo la fine della scuola, è la promozione o la bocciatura, da lì parte una lunga pausa fino ad andare a capo, con l’inizio del nuovo anno. La virgola invece è il time out del basket, una pausa breve, quando dopo tutto l’avanti e indietro sul campo vado alla panchina e bevo tutta la borraccia mentre parla il coach, per poi ricominciare a correre. Il punto e virgola è quello che capisco meno fra tutti i segni, mi fa un po’ tenerezza, chi lo usa! Però almeno è utile quando lo metto vicino alla parentesi per fare l’occhiolino alle tipe in chat 😉 I due punti sono un po’ come lei, profe, aprono lunghe spiegazioni che aiutano a capire meglio le cose – però, a volte, vengono totalmente ignorati… Il punto di domanda, per me, è brutto anche da vedere, sono le domande delle verifiche e delle interrogazioni, o le domande della mamma a cui non voglio rispondere. Il punto esclamativo invece è il mio preferito: è il 6 in matematica, è il canestro da tre quando suona la sirena, è Alessia che si mette i pantaloni aderenti a ginnastica… Ma il segno che ho capito più di tutti in questo periodo sono i puntini di sospensione, quelli che lasciano la frase in sospeso, a volte per far ridere, a volte per dare un senso di incertezza, come in questi giorni… Le cose, però, non possono stare per troppo tempo in sospeso. Come ora finisco questo tema, che è già lungo abbastanza direi, così so che presto si chiuderà anche questo periodaccio. E finalmente potremo scrivere un capitolo nuovo e più bello della nostra vita.


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