Nuovi bresciani Leonessa
Nuovi bresciani

Nuovi bresciani
Si sono trasferiti a Brescia da poco, in cerca di un nuovo inizio. Hanno trovato una città vibrante di vita, ma anche un’oasi serena in cui vivere e lavorare lontani dal caos metropolitano.
Sonia Perrone e Fabio Zoli raccontano il loro arrivo a Brescia e il periodo di introspezione imposto dal lockdown.

Sono una giovane donna meridionale molto legata alla propria terra d’origine ma non da una corda corta e spessa, bensì da un elastico flessibile che mi ha permesso di insediarmi qui, lasciandomi quasi tutto alle spalle, per iniziare un nuovo capitolo della mia vita. Non nascondo però che prima di affezionarmi a questa città, ho letteralmente dovuto perdermi fra le sue stradine, alle volte tortuose come le arterie di un grande essere vivente. Le vene principali le ho attraversate per osservare i volti dei passanti, le vie dello shopping, del pirlo o della lotta al sistema del Carmine.

Ho scelto di tuffarmi negli odori multietnici del centro storico, luogo che poi ho eletto come zona dove fissare la mia dimora. Mi piace poter ricordare i luoghi in base al proprio odore e se in futuro dovessi descrivere Brescia in base a questo non sarebbe sicuramente l’odore dei gas di scarico a ricordarmela. Brescia è la città che ha segnato il mio passaggio dall’adolescenza all’età adulta, la città dove ho trovato la mia indipendenza e dove ho superato i miei limiti. Le sarò sempre grata per questo.

A causa della pandemia ho dovuto rinunciare a molti progetti espositivi e di auto promozione che stavano proprio sul punto di nascere, una vera delusione si, ma non mi sono fatta abbattere, come mi han ripetuto molti amici, questi eventi sono stati solo posticipati.

Per sopperire alla mancanza di un evento fisico, ho partecipato a tanti contest e concorsi online, perchè l’arte non si ferma nemmeno con il lockdown! Essa, se possibile ci ha tenuti ancor più uniti. 

Una delle cose che ho adorato di questa quarantena è stata la possibilità di poter passare del tempo con me stessa, scavando affondo e sperimentando liberamente dal punto di vista artistico! Ho trovato l’ispirazione per creare lavori di cui vado molto fiera e che parlano sicuramente di me e delle emozioni che credo tutti noi abbiano potuto provare in questo periodo di solitudine e disagio. Non mi fraintendete, non ho disegnato ghignanti COVID-19 che cavalcano mascherine chirurgiche (che tra l’altro è una bella idea!) bensì mi sono concentrata sugli sguardi, sulle emozioni che traspaiono dal linguaggio del corpo e del volto.

Ho tanti piani in mente per la ripartenza ed il rilancio della mia arte, vorrei che questa ripartenza mi dia la possibilità di farmi spazio in un mondo spesso così chiuso ed insidioso come quello artistico. Sicuramente vorrei che si concretizzasse il piano di fare di nuovo qui a Brescia, una seconda mostra collettiva d’arte contemporanea insieme ad altri miei amici artisti, penso che non ci sia cosa più emozionante di vedere le persone, gli sconosciuti che da sempre amo ritrarre, perdersi e lasciarsi assorbire dall’arte che gli si propone. 

Sarebbe bello riuscire ad essere ingaggiata anche da piccole case editrici, come illustratrice per copertine o libri illustrati; è un sogno che coltivo da molto tempo e sento di essere quasi pronta per accendere la miccia.

Per il lavoro di artista mi sono trasferito veramente in tantissime città, soprattutto città grandi come Roma e Bologna dove la vita artistica e privata agivano assieme nel caos e nel disordine. A Brescia ho ritrovato un eremo dove potermi raccogliere di più in studio e dove andare a dipingere in strada con tranquillità . Mentre il mio lavoro di performance e artista concettuale oggi si svolge a Milano, Brescia è la mia città degli affetti e per la street art.

In particolare, Largo Formentone è la parete che sogno da tempo, la più intensa e difficile di Brescia. Questa è una realtà tranquilla, una terra vergine per la street art, quindi piena di sperimentazione e sorprese.

Il mio progetto è di street art concettuale e questa enorme stampa vuole ricordare a tutti cosa sia stato perdere una generazione intera a causa del virus.

La pandemia ha interrotto la frenesia degli spostamenti quotidiani fra Brescia e Milano, che all’inizio mi mancava, ma poi ha ceduto il posto ad un ricerca solitaria in studio. Lo studio ormai era un luogo che frequentavo a fatica, ma il virus ha creato quell’intimità e quella reclusione grazie alla quale ho potuto realizzare opere concettuali per ricordare

Per me, la ripartenza sarà nella street art, una street art nuova, partecipativa che porterà a ricordi senza tempo.

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