Gli altree siamo noi leonessa
Gli Altree siamo noi

Gli AlTree nascono nell’ormai lontano 2015. Inizialmente non ci chiamavamo gli AlTree, anzi, non ci chiamavamo proprio, se non compagni di scuola, conoscenti, amici. Il 2015 fu un anno particolarmente denso e ricco di avvenimenti: gli sbarchi a Lampedusa non cessavano e la retorica della famigerata “invasione” si faceva sempre più insistente e insensata. Molti di noi avevano finito il liceo da un anno o poco più e, forse, ci spinse la mancanza di quel qualcosa a cui la scuola ci aveva abituato: la messa in pratica dell’ideale, l’incisione energica del tessuto sociale attraverso la costruzione di un progetto. Ci incontrammo, quindi, per la prima volta nella sala comunale di via Borgondio, in Carmine, quartiere destinato a diventare culla di molte delle nostre iniziative e riunioni. Dal primo confronto nacque il nucleo primitivo de Gli Altree, allora semplicemente chiamato «Work in Progress». Fin dal principio, sentimmo forte l’esigenza di costruire la nostra attività su un doppio binario: da un lato, grazie soprattutto ad ADL a Zavidovici e a La Rete, intraprendemmo un percorso di autoformazione sul tema delle migrazioni e delle cooperative ed associazioni bresciane che di ciò si occupano; dall’altro, iniziammo a delineare delle possibili iniziative ed eventi di cui curare l’organizzazione. Tra il fermento e il ribollire di idee, una cosa era chiara: volevamo ribadire a gran voce la ricchezza che può scaturire dall’incontro con l’Altro. Da qui il nostro nome, che rimanda sì al concetto di alterità, intesa però come fonte di elevazione, di accrescimento personale – concetti che trovano simbolicamente espressione nel nostro logo e nel «Tree», termine inglese che significa, appunto, albero. Le nostre radici infatti seccano senza la linfa infusa grazie all’incontro con gli altri popoli e le altre culture, l’intrico dei rami – che richiama lo snodarsi delle radici e simboleggia lo scambio e l’incontro – è segno di un albero rigoglioso. Il nostro obiettivo si delineò, dunque, in maniera più chiara. Decidemmo di organizzare degli eventi che favorissero l’incontro e la reciproca conoscenza tra la cittadinanza bresciana e la popolazione migrante presente nel nostro territorio, così da promuovere la crescita pacifica di una società multietnica. Scelto il nome, non ci restò che iniziare le nostre attività e, tra il marzo e l’aprile 2016, organizzammo i primi incontri con alcuni dei ragazzi ospiti nei centri di accoglienza per coinvolgerli in qualche progetto che avevamo in mente. La nostra idea era quella di proporre delle iniziative che potessero essere interessanti per entrambe le parti, evitando di scadere nella logica assistenzialistica che porta a svilire la figura del migrante riducendola a mero “bisognoso”. Il primo evento che organizzammo fu, quindi, una cena nigeriana al Bistrò Popolare. Intitolammo la serata «Sapori Migranti – cucina che supera barriere» e questo nome ci sta ancora molto a cuore: non a caso, recentemente abbiamo avviato un’omonima rubrica sulla nostra pagina Instagram. Trascorremmo il pomeriggio del 16 giugno cucinando piatti profumati, tra cui la zuppa egusi e il riso al cocco. Quella sera, dopo il tramonto – era, infatti, il mese di Ramadan – mangiammo insieme alla cittadinanza che decise di accettare il nostro invito e ascoltammo gli interventi e le esibizioni dei ragazzi che avevamo contattato. In quest’occasione, sentimmo per la prima volta la storia di Habibou, ora membro nonché colonna portante del nostro gruppo. Dopo questo primo successo, non organizzammo alcun evento per qualche mese e ci focalizzammo sulla costruzione del gruppo. Con l’arrivo della primavera 2017, decidemmo di metterci nuovamente in gioco, questa volta con un ciclo di eventi che prese il nome di «AlTandem!». Il tandem linguistico rispecchiava pienamente l’idea dello scambio reciproco di risorse che ci aveva fin dal primo momento ispirato. Tornammo, dunque, in Carmine, quartiere in cui avevamo mosso i nostri primi passi, questa volta al Carmen Town, dove davanti a un buon aperitivo alla bresciana, ci trovammo a parlare in inglese, francese ed italiano. Molti di noi stavano per partire per l’estero e il Tandem fu una buona occasione di rispolverare le lingue straniere più o meno dimenticate. Purtroppo, anche a causa di tutte queste partenze, il nostro gruppo subì una battuta d’arresto lungo tutto il 2018. Nonostante l’inattività, mantenemmo i contatti e, quando nell’autunno 2019 ci incontrammo per bere un aperitivo tutti insieme, decidemmo di riprendere le riunioni. Le idee e l’entusiasmo non mancavano: non avevamo previsto, tuttavia, il lockdown. Avremmo voluto ripartire da un evento che era stato particolarmente apprezzato, il Tandem, che sarebbe stato a metà febbraio, periodo in cui in Italia sono arrivate le prime chiusure. Per ovvie ragioni, non ci è sembrato giusto organizzare un incontro del genere. Grazie ad Habibou e alla sua determinazione, tuttavia, abbiamo proseguito le riunioni via webcam per capire come portare avanti il progetto anche a distanza: abbiamo riattivato la pagina Facebook e la pagina Instagram attraverso una serie di rubriche, tra cui «Quarantena dal Mondo», «GliAlTree informano», «Sapori migranti», «Pillole dal mondo», «Consigli di lettura» e molto altro. Il fil rouge che lega ogni pubblicazione è sempre lo stesso: la diversità è ricchezza, la conoscenza dell’altro è un’occasione di crescita, personale e culturale. Ad oggi abbiamo iniziato la collaborazione con questo blog, Leonessa, dove ci racconteremo un po’. Nonostante il periodo di effettivo lockdown sia finito, la pandemia non sta certamente arrestando il suo corso e gli AlTree dovranno nuovamente reinventarsi ed adattarsi alle nuove circostanze. Teneteci d’occhio!

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