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Conto alla rovescia

Conto alla rovescia

di Francesco Ferrazzi

Dieci, nove…

È partito il conto alla rovescia – non diciamo countdown, fa rima con qualcosa che è meglio non rievocare: il 14 settembre si ritorna a scuola dopo 7 mesi di chiusura e un sogno di mezza estate in cui è sembrato che ci fossimo dimenticati del virus, salvo risvegliarsi con l’allarme dell’inesorabile aumento dei contagi.

…Otto, sette…

Quand’ero studente e si avvicinava settembre – sembra ieri, ma in realtà è già passato un decennio! -, alla malinconia per le prime foglie ingiallite si univa il nodo allo stomaco per un nuovo anno di studio matto e disperatissimo. Ritrovarsi dopo tre mesi di divertimento ad affrontare interminabili – e interminati – compiti per le vacanze, pesanti tomi da leggere – o i loro approfonditi riassunti da imparare a memoria -, e battagliare il primo giorno di scuola per accaparrarsi i posti in ultima fila… erano piccole preoccupazioni che all’epoca sembravano enormi – e onestamente non mi dispiacerebbe riviverle. Ma siamo nel 2020, io sono finito all’altro capo della cattedra e, nonostante la posizione privilegiata, la mia ansia per settembre si è moltiplicata esponenzialmente – i miei studenti non ci crederanno, ma è così.

…Sei…

Perché quest’anno potrei tornare come supplente o intraprendere altre strade, ancora non lo so – non ci sono novità sulle assunzioni né sulle convocazioni, e non so davvero cosa aspettarmi da questo nuovo anno decisamente fuori dall’ordinario. Le incognite, per me, per i miei colleghi, per gli studenti e tutti i collaboratori scolastici sono ancora troppe.

…Cinque…

La stessa riapertura del 14 settembre è circondata da un alone di dubbio e alcune regioni hanno già optato per altre date – anche considerando il referendum del 20 e 21settembre, che costringerà molte scuole a convertirsi in seggi elettorali. Ci sono incognite sugli spazi, necessariamente da ampliare; sugli orari di entrata e di uscita dagli istituti, da scaglionare. Orari che dipenderanno anche dai trasporti, altro grande interrogativo da sciogliere. Dovrebbe aumentare il numero dei docenti, assunti o supplenti; potrebbero esserci doppi turni di lezione e, soprattutto per i più grandi, potrebbe tornare la didattica a distanza in forma “integrata” – che diventerebbe l’unica forma possibile di insegnamento in caso di contagi in classe.

…Quattro…

Per la protezione di insegnanti e studenti il Ministero ha stilato le “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di Sars-CoV2 nella scuola”: sono talmente poco chiare che ancora oggi si discute sull’obbligatorietà di indossare le mascherine, sulla misurazione della febbre – a scuola? a casa? -, sul distanziamento in classe, i banchi monoposto e su come affrontare, in generale, i casi di positività che inevitabilmente porterà con sé la riapertura delle scuole.

…Tre …

Come vedete, sono ancora troppi i dubbi. Di certo, la scuola in cui torneremo non sarà come quella che avevamo lasciato il 22 febbraio: gli spazi materiali ridisegnati dall’emergenza comporteranno un cambiamento anche intellettuale nelle modalità di insegnamento, ma è difficile immaginare e parlare di fatti che non si possono ancora conoscere. Bisognerà viverli in prima persona, toccare la nuova realtà modificata dal virus – e poi igienizzarci accuratamente le mani.

…Due…

Nonostante le tante, troppe incognite che ho provato a sintetizzarvi, poche ma solide certezze a cui aggrapparsi rimangono: la principale è la necessità di riaprire le scuole – garantendo ovviamente la più alta forma di sicurezza possibile. Gli studenti ne hanno bisogno, loro stessi ce lo chiedono! Come quei miei alunni che, con mail o messaggi sui social, hanno interrotto la mia quiete estiva chiedendomi novità sulla riapertura e sul mio possibile ritorno nelle loro classi. Non ho potuto che rispondere loro con un perfetto allineamento a quell’incertezza che domina il nostro Stato, ma una cosa gliela posso assicurare: l’estate è finita, ragazzi, è il momento di riaprire i libri! Che, se non sarò io, qualcun altro più severo di me vi interrogherà…

…Uno…