Chi se ne va e chi esplora Leonessa
Chi se ne va e chi esplora

Chi se ne va e chi esplora
di Francesco Ferrazzi

Per riempire un vuoto, ancor prima che oggetti materiali, ci vogliono idee. Idee che spesso derivano da intuizioni improvvise, come la leggendaria mela che cadde sulla nuca di Newton, mentre altre volte compiono un lungo percorso, partendo dall’Iperuranio (scomodiamo un altro filosofo, Platone) per concretizzarsi nel mondo sensibile. Le idee si muovono e il loro veicolo principale siamo noi, le persone. Uomini e donne che, a loro volta, si spostano in luoghi diversi, come le artiste bresciane che abbiamo intervistato per l’occasione e che desiderano riempire la parete vuota di piazza Rovetta con le loro idee, frutto dell’esperienza accumulata in anni di lavoro e di viaggi.

Chiara Bolometti, illustratrice bresciana, ha avuto proprio una “Good Idea”, quella che dà il titolo alla sua opera: il volto di una ragazza, uscito da un libro di favole illustrate, con un sorrisetto soddisfatto e i grandi occhi blu puntati alla metaforica lampadina accesa sulla fronte circondata da foglie e da un arcobaleno. È la proposta “green” di Chiara, un valido pensiero ecologico per la ripartenza e il futuro di Brescia, “una città produttiva, che si muove, bella e troppo modesta”, così la descrive l’illustratrice. Chiara, dopo i difficili mesi vissuti in città, si augura per il nostro territorio “un importante sviluppo sociale e culturale, un aiuto reale e semplificatore da parte della tecnologia che permetta una rinnovata visione del lavoro attraverso nuove professioni, in modo da garantire un minor impatto industriale e una migliore qualità della vita”. La ripartenza che ha in mente non riguarda soltanto la città, ma anche la sua vita professionale di artista, che non si è lasciata scoraggiare nemmeno dal lockdown: “per una creativa la necessità di reinventarsi è costante. La quarantena mi ha permesso di definire e portare a termine alcuni progetti da tempo chiusi nel cassetto, due dei quali verranno pubblicati nel 2021. Ho avuto tempo e modo di pensare a nuovi sviluppi creativi ed ho potuto sperimentare tecniche pittoriche nuove. Un grande arricchimento è arrivato anche dal fronte tecnologico, dal momento che, per lavorare senza muovermi da casa, sono stata obbligata ad utilizzare piattaforme informatiche che forse non avrei conosciuto”.

Patrizia Berardelli, altra illustratrice bresciana, ci scrive da Anversa tenendo saldamente nel cuore la nostra città, come dimostra la sua proposta per decorare la facciata di largo Formentone: una mappa dal fascino antico della provincia di Brescia, impreziosita da nomi in latino di fiumi azzurri e cittadine turrite, in uno stile fantasy medievaleggiante molto vicino alle cartine che hanno aiutato ad orientarsi i tanti lettori di Tolkien nei suoi mondi magici. Al centro dell’illustrazione, come la Terra di Mezzo, campeggia Brixia, che l’autrice, non a caso, definisce “il centro del mio mondo, il perno intorno a cui mi muovo. Per quante volte mi sia messa nella situazione di doverla lasciare, ho sempre la sensazione che tornerò a Brescia, che nessun’altra città potrà mai diventare la mia. Brescia è la mia città come io sono di Brescia”. Laureata in design della comunicazione, due settimane prima della pandemia Patrizia si è trasferita in Belgio, per cercare lavoro. Il lockdown ha complicato notevolmente i suoi piani ma, come per altri artisti, le ha regalato molto tempo per riflettere e opportunità inaspettate: “non è stato un periodo facile, ma a un certo punto mi sono accorta che se da un lato la chiusura limitava le mie prospettive di lavoro, dall’altro mi offriva la possibilità di occuparmi di un sogno, trasformare la mia passione per l’illustrazione in una competenza che potessi spendere anche in ambito lavorativo, magari poterla rendere la mia occupazione principale. Così ho ricominciato a disegnare seriamente e ho partecipato all’iniziativa di True Quality. In questo modo anche la quarantena è diventata un periodo di crescita e di sfida, che mi ha permesso di fermarmi e riflettere sul mio percorso e le mie prospettive” . Il suo augurio per la ripartenza è di riuscire a “ricavare qualcosa di positivo dall’esperienza collettiva del coronavirus, migliorare la mia situazione, fortificare le mie competenze ed essere pronta ad affrontare e accettare scenari diversi”.

Anche gli ostacoli più grandi, come quelli che stiamo tutti affrontando per colpa della pandemia, non potranno mai fermare la corsa di una mente in perenne viaggio con le proprie idee.

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