Il paese che era la nostra casa

Racconto dalla Siria
Da (autore)Alia Malek

 

«Un indimenticabile ritratto della Siria moderna. Una storia nitida e avvincente».

Dave Eggers

Nel 2011, poco dopo l’inizio della primavera araba, Alia Malek torna in Siria, il paese che i suoi genitori avevano lasciato per trasferirsi in America e sfuggire al regime di Assad. Nonostante le rivolte e la repressione, si respira ancora un clima di speranza, l’illusione di un cambiamento, tanto che Alia decide di restaurare la casa della nonna e restituirla al suo antico splendore.

Questo libro è un tuffo nel passato, un racconto in cui privato e quotidiano si intrecciano alla Grande Storia in un insieme avvincente e ricco di fascino. E la capacità di restituirci un mondo ormai finito – il profumo di gelsomino nelle strade, le vie strette cariche di segreti, gli amori e i tradimenti, gli aromi speziati delle cucine – è pari a quella di descrivere e interpretare il contesto geopolitico che ha portato le cose al punto in cui si trovano adesso.

Autore: Alia Malek
Traduzione di: Giovanni Zucca
Prezzo Cartaceo: 19 €
Prezzo eBook: 9,99 €
Data di uscita: 30/08/2018
Formato: 14 x 21 cm
Pagine: 448
ISBN: 9788899438265
ISBN ebook: 9788899438333

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Il paese che era la nostra casa di Alia Malek

«Un indimenticabile ritratto della Siria moderna. Una storia nitida e avvincente».

Dave Eggers

Nel 2011, poco dopo l’inizio della primavera araba, Alia Malek torna in Siria, il paese che i suoi genitori avevano per trasferirsi in America e sfuggire così al regime di Assad. Nonostante le rivolte e la repressione, si respira ancora un clima di speranza, l’illusione di un cambiamento, tanto che Alia decide di restaurare la casa della nonna e restituirla al suo antico splendore.

Questo libro è un tuffo nel passato, reso necessario non solo dalle emozioni personali, ma dal desiderio di raccontare che cos’è davvero la Siria e quali sono stati i passaggi fondamentali della sua storia nazionale più recente.

Il punto di partenza è la storia della sua famiglia, che si snoda sullo sfondo dei grandi eventi che hanno segnato il paese nel corso degli ultimi cent’anni, un racconto in cui privato e quotidiano si intrecciano alla Grande Storia in un insieme avvincente e ricco di fascino.

E la capacità di restituirci un mondo ormai finito – il profumo di gelsomino nelle strade, le vie strette cariche di segreti, gli amori e i tradimenti, gli aromi speziati delle cucine – è pari a quella di descrivere e interpretare il contesto geopolitico che ha portato le cose al punto in cui si trovano adesso.

Il paese che era la nostra casa è un libro straordinario, in cui il filo della memoria, con il suo carico di dolore e nostalgia, si annoda al racconto di una terra senza pace.

Sullo sfondo di un paese martoriato la storia appassionante di una famiglia

L’autrice

Alia Malek, americana di origini siriane, è stata un avvocato per i diritti civili. Ora è una giornalista pluripremiata che ha scritto per testate come “the New York Times”, “The Nation”, “Foreign Policy”. Ha pubblicato The home that was our country – A memoir of Syria, A Country Called Amreeka, Patriot Acts – Narratives of Post-9/11 Injustice e EUROPA – An Illustrated Introduction to Europe for Migrants and Refugees. Ha un rapporto particolare con l’Italia, paese dove ha studiato e vissuto per diverso tempo, e ha un’ottima conoscenza della lingua.

Si può anche come...

  • Copertina di Indietro non si torna

    Indietro non si torna

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    Indietro non si torna

     

    «Tutto è cominciato quando mi sono reso conto che potevo pensare con la mia testa. Mi ci sono voluti anni».

    Membro degli Skver, una delle sette chassidiche più radicali degli Stati Uniti, Shulem cresce alle porte di New York seguendo minuziosamente la “Legge”. Non conosce niente del mondo esterno, tutto quello che sa è che bisogna evitarlo. Dopo un matrimonio combinato, si ritrova a trent’anni con cinque figli e la strada segnata. Ma mentre conduce un’esistenza ligia ai precetti e chiusa a qualunque domanda, dentro di lui ferve un’inquietudine che non trova risposta. Finché un piccolo atto di trasgressione, accendere la radio, mette in crisi il suo sistema di credenze e dà inizio a un doloroso processo di emancipazione.

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