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SUMMARY:Presentazione "Abu Avrahàm" a Empoli
DESCRIPTION:Presentazione Abu Avrahàm a Empoli \nSabato 11 gennaio alle ore 18.30\, Manuel Bonomo Morzenti presenta Abu Avrahàm. Incontrarsi oltre la storia alla libreria Libri & Persone di Empoli (Via del Giglio 53)\, nell’ambito di “Corpi altrove. Tre serate di identità migranti”. \nIl libro\nQuando si aprono le porte della sala arrivi di un grande aeroporto italiano\, il mondo\, anzi\, i due mondi di Yussuf – quello arabo e quello ebraico – si fermano un istante. Un istante lungo un secolo\, fatto di pregiudizi\, soprusi\, dolori e ferite all’apparenza non rimarginabili. Fatto di pietre e di abbandoni\, di partenze e di ritorni\, di incubi e silenzi che paiono non lasciare alcun varco. Ma lì\, nel momento in cui l’emozione mette al tappeto anche il più saldo di tutti\, il muro che ha separato due famiglie si sgretola per rivelare le incredibili somiglianze\, il rispecchiarsi stupito di rami generati dallo stesso albero.\nA partire dall’epopea di un patriarca capace di superare ogni confine\, seminando discendenza da entrambi i lati della stessa terra\, si snoda il racconto commovente dell’incontro fra i suoi figli e nipoti\, che\, titubanti e coraggiosi\, rimettono in circolo il sangue comune\, più umano dell’ideologia e più potente della guerra. \nL’autore\nManuel Bonomo Morzenti è docente\, giornalista\, scrittore e viaggiatore. Attualmente insegna inglese in un liceo di La Spezia. Ha scritto per l’edizione bresciana del “Corriere della Sera” occupandosi di cultura\, immigrazione\, viaggi e montagna. Ha pubblicato Germogli africani (SVI 2011)\, una ricerca linguistica svolta sul campo in Karamoja nel Nord dell’Uganda\, il diario di viaggio Gelataio a Bombay (Gam 2014)\, in cui racconta l’esperienza di lavoro al bancone di una gelateria nella capitale indiana\, e il saggio Nel segno della cometa. Brescia e Betlemme: storia di una amicizia (Gam 2020)\, che ricostruisce la storia delle relazioni tra le due città gemellate.
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SUMMARY:Presentazione "Abu Avrahàm" a Rezzato (BS)
DESCRIPTION:Presentazione Abu Avrahàm a Rezzato (BS) \nDomenica 19 gennaio alle ore 17\, Manuel Bonomo Morzenti presenta Abu Avrahàm. Incontrarsi oltre la storia alla sala civica Italo Calvino (via Leonardo da Vinci 44\, Rezzato)\, in dialogo con Massimo Tedeschi\, nell’ambito della Tenda della Pace. Segue aperitivo palestinese. \nIl libro\nQuando si aprono le porte della sala arrivi di un grande aeroporto italiano\, il mondo\, anzi\, i due mondi di Yussuf – quello arabo e quello ebraico – si fermano un istante. Un istante lungo un secolo\, fatto di pregiudizi\, soprusi\, dolori e ferite all’apparenza non rimarginabili. Fatto di pietre e di abbandoni\, di partenze e di ritorni\, di incubi e silenzi che paiono non lasciare alcun varco. Ma lì\, nel momento in cui l’emozione mette al tappeto anche il più saldo di tutti\, il muro che ha separato due famiglie si sgretola per rivelare le incredibili somiglianze\, il rispecchiarsi stupito di rami generati dallo stesso albero.\nA partire dall’epopea di un patriarca capace di superare ogni confine\, seminando discendenza da entrambi i lati della stessa terra\, si snoda il racconto commovente dell’incontro fra i suoi figli e nipoti\, che\, titubanti e coraggiosi\, rimettono in circolo il sangue comune\, più umano dell’ideologia e più potente della guerra.
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SUMMARY:Massimo Polidoro presenta "Da Vinci a Milano" al Teatro Menotti
DESCRIPTION:Massimo Polidoro presenta Da Vinci a Milano al Teatro Menotti \nLunedì 20 gennaio alle ore 18.30 Massimo Polidoro presenta il suo Da Vinci a Milano. I migliori anni della sua vita\, in dialogo con Jacopo Veneziani\, nel Foyer del Teatro Menotti di Milano. \nIl libro\nTra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento\, Milano è una città tanto vivace quanto insalubre e caotica\, sede di importanti scambi commerciali e centro di potere che rivaleggia con le signorie confinanti\, anche affidando incarichi prestigiosi agli artisti più in voga.\nNel 1482 Leonardo da Vinci vi approda da giovane e talentuoso pittore: qui\, finalmente\, trova le condizioni ideali per crescere\, sperimentare\, maturare\, realizzare la maggior parte dei suoi dipinti\, sviluppare progetti di ingegneria\, architettura\, meccanica\, coltivare le sue innumerevoli curiosità sulla natura e provare a dispiegare le ali per spiccare il volo\, metaforicamente… ma anche in senso letterale.\nMassimo Polidoro ci racconta come proprio da queste strade nascerà il mito di Leonardo\, talmente universale da essere inestinguibile. Tanto che\, ancora oggi\, continua a parlarci e a interrogarci\, guidandoci attraverso le vie di Milano\, d’Italia\, d’Europa alla ricerca di noi stessi e delle fondamenta della nostra civiltà. \nL’autore\nMassimo Polidoro\, giornalista\, scrittore\, docente universitario e divulgatore scientifico\, è autore di oltre sessanta libri e più di mille articoli pubblicati su “Focus” e numerose testate internazionali.\nAutore\, conduttore e consulente di diversi programmi televisivi\, è stato una presenza fissa a Superquark accanto a Piero Angela ed è oggi a Noos con Alberto Angela. Noto per le sue indagini scientifiche su presunti misteri\, ha co-fondato il CICAP (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze).\nHa insegnato Psicologia dell’insolito all’Università di Milano e attualmente insegna Comunicazione della scienza al Politecnico di Milano e all’Università di Padova.\nSvolge una vivacissima attività sui social\, con oltre 500.000 follower sulle diverse piattaforme (soprattutto YouTube e Instagram)\, che accompagna a una serie di podcast di successo\, ai suoi spettacoli teatrali e a molti altri progetti.\nPer la sua opera divulgativa gli è stato dedicato un asteroide\, Polidoro193818\, e un personaggio di “Topolino”.
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SUMMARY:Presentazione di "Vite da ariani" a Rezzato (BS)
DESCRIPTION:Presentazione di “Vite da ariani” a Rezzato (BS) \nMercoledì 22 gennaio alle ore 15\, Guido Dalla Volta presenta Vite da ariani nella Sala civica Italo Calvino di Rezzato (BS) nell’ambito di un ciclo di incontri organizzato in occasione della Giornata della Memoria. \nIl libro\n1936. Guido Dalla Volta vive a Brescia con la moglie Emma e i due figli\, Alberto e Paolo. È un uomo onesto e rispettato\, perfettamente integrato nel suo contesto sociale\, che fonda la sua esistenza sui valori della tradizione: lavoro\, famiglia\, patria. C’è solo un dettaglio\, fino a quel momento ininfluente: i Dalla Volta hanno origini ebraiche. Mentre Emma presagisce il pericolo\, Guido non vuole credere al peggio\, finché le leggi razziali non gli aprono sotto i piedi una voragine kafkiana che lo inghiotte insieme al figlio maggiore. \n1962. Mentre Emma attende ancora il ritorno del marito e del primogenito\, il nipotino\, che porta lo stesso nome del nonno\, fa domande che restano senza risposta. E suo padre Paolo\, uomo severo e irrigidito dal dolore\, deve decidere come raccontargli una verità complicata e negata\, così lontana dalla vita serena e brillante che sta costruendo per lui. Sullo sfondo di questo immenso non detto\, si staglia una lettera in cui Alberto è ricordato come «il più forte\, il più risoluto\, il più degno di sopravvivere». A firmarla è un suo compagno di prigionia ad Auschwitz\, uno scrittore torinese di nome Primo Levi\, che all’amico dedicherà passaggi salienti dei suoi capolavori. \nLe grandi tragedie hanno un inizio e una fine\, ma ci sono un prima e un dopo che non smettono di parlarsi\, nel silenzio. Rimbalzando tra questi due tempi – in mezzo ai quali si spalanca l’indicibile – Guido Dalla Volta racconta la “vita da ariani” della sua famiglia\, il tentativo\, vano\, di sfuggire alle persecuzioni e\, finita la guerra\, quello di evitare le sofferenze del ricordo nella paura che l’orrore possa ripetersi. Fino all’epilogo quando\, rompendo una barriera con il coraggio della parola\, il passato e il presente si fondono in una nuova dimensione\, quella della memoria. \nGuido Dalla Volta\, nato a Brescia nel 1956\, si è laureato in Ingegneria elettronica presso il Politecnico di Milano. Nel 1982 ha conseguito il titolo di Master of Computer Science presso la McGill University di Montréal. Ha trascorso la sua carriera lavorativa presso la IBM\, in Italia e all’estero\, fino al 2019 quando\, a seguito del pensionamento\, si è potuto dedicare alle ricerche che hanno permesso la stesura di questo suo primo libro.
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SUMMARY:Presentazione di "Vite da ariani" alla Pieve di Urago Mella
DESCRIPTION:Presentazione di Vite da ariani alla Pieve di Urago Mella \nGiovedì 23 gennaio alle ore 18\, Guido Dalla Volta presenta Vite da ariani nella Pieve di Urago Mella (Via della Chiesa\, 136\, Brescia) nell’ambito di un ciclo di incontri organizzato in occasione della Giornata della Memoria. Beatrice Faedi leggerà alcuni brani dal libro. \nIl libro\n1936. Guido Dalla Volta vive a Brescia con la moglie Emma e i due figli\, Alberto e Paolo. È un uomo onesto e rispettato\, perfettamente integrato nel suo contesto sociale\, che fonda la sua esistenza sui valori della tradizione: lavoro\, famiglia\, patria. C’è solo un dettaglio\, fino a quel momento ininfluente: i Dalla Volta hanno origini ebraiche. Mentre Emma presagisce il pericolo\, Guido non vuole credere al peggio\, finché le leggi razziali non gli aprono sotto i piedi una voragine kafkiana che lo inghiotte insieme al figlio maggiore. \n1962. Mentre Emma attende ancora il ritorno del marito e del primogenito\, il nipotino\, che porta lo stesso nome del nonno\, fa domande che restano senza risposta. E suo padre Paolo\, uomo severo e irrigidito dal dolore\, deve decidere come raccontargli una verità complicata e negata\, così lontana dalla vita serena e brillante che sta costruendo per lui. Sullo sfondo di questo immenso non detto\, si staglia una lettera in cui Alberto è ricordato come «il più forte\, il più risoluto\, il più degno di sopravvivere». A firmarla è un suo compagno di prigionia ad Auschwitz\, uno scrittore torinese di nome Primo Levi\, che all’amico dedicherà passaggi salienti dei suoi capolavori. \nLe grandi tragedie hanno un inizio e una fine\, ma ci sono un prima e un dopo che non smettono di parlarsi\, nel silenzio. Rimbalzando tra questi due tempi – in mezzo ai quali si spalanca l’indicibile – Guido Dalla Volta racconta la “vita da ariani” della sua famiglia\, il tentativo\, vano\, di sfuggire alle persecuzioni e\, finita la guerra\, quello di evitare le sofferenze del ricordo nella paura che l’orrore possa ripetersi. Fino all’epilogo quando\, rompendo una barriera con il coraggio della parola\, il passato e il presente si fondono in una nuova dimensione\, quella della memoria. \nGuido Dalla Volta\, nato a Brescia nel 1956\, si è laureato in Ingegneria elettronica presso il Politecnico di Milano. Nel 1982 ha conseguito il titolo di Master of Computer Science presso la McGill University di Montréal. Ha trascorso la sua carriera lavorativa presso la IBM\, in Italia e all’estero\, fino al 2019 quando\, a seguito del pensionamento\, si è potuto dedicare alle ricerche che hanno permesso la stesura di questo suo primo libro.
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SUMMARY:"In caso di adolescenza rompere il vetro" a Modena
DESCRIPTION:In caso di adolescenza rompere il vetro a Modena \nVenerdì 24 gennaio alle ore 18\, Luca Nicoli presenta In caso di adolescenza rompere il vetro alla Libreria Coop Modena Duomo in dialogo con Patrizia Belloi. \nIl libro\nAdolescenza ed emergenza fanno rima. Un attimo prima sembra tutto tranquillo\, in ordine\, cadenzato da rituali infantili e morbide scoperte\, e\, tutto a un tratto\, scoppia l’incendio. Mentre bruciano certezze e competenze\, noi adulti ci ritroviamo disorientati e persi. Perché essere genitori è un lavoro maledettamente difficile\, continuamente mutevole.\nCi impegniamo con il frutto del nostro cuore e delle nostre speranze\, senza tanta preparazione\, prigionieri di stereotipi e di pressioni interne ed esterne\, con milioni di dubbi che ci lacerano ogni qualvolta prendiamo una decisione facendoci sentire sempre e comunque inadeguati. E allora\, che fare? Nella confusione provocata dall’alieno racchiuso nella felpa col cappuccio che ha preso il posto del nostro bambino occorre rompere il vetro per trovare un sostegno immediato\, concreto\, su cui fare affidamento.\nLuca Nicoli\, psicoanalista e padre\, condivide le esperienze maturate negli anni con i ragazzi e le loro famiglie e propone parole chiare\, di conforto e vicinanza. Non per comporre il manuale del perfetto genitore\, né per consolarci con facili ricette\, ma per suggerirci come seminare l’autostima in noi stessi e nei nostri figli\, e fare in modo che germogli e cresca con radici profonde. Per aiutare noi e loro a prendere il volo. \nL’autore\nLuca Nicoli vive e lavora a Modena ed è membro ordinario della Società Psicoanalitica Italiana. Ha pubblicato Amare senza perdersi (Amazon Kdp\, 2019)\, Un passo oltre (Mimesis\, 2023)\, L’arte di arrabbiarsi (Bette\, 2024)\, Pensieri di uno psicoanalista irriverente (Raffaello Cortina\, 2017)\, scritto a quattro mani con Antonino Ferro\, e il romanzo Dottore\, ho una Tulip nella testa (Youcanprint\, 2022). Con Enrico Damiani Editore ha pubblicato Freud e il mondo che cambia. Psicoanalisi del presente e dei suoi guai (2022)\, un dialogo con Stefano Bolognini. \n 
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SUMMARY:Presentazione di "Vite da ariani" a Vestone (BS)
DESCRIPTION:Presentazione di Vite da ariani a Vestone (BS) \nVenerdì 24 gennaio alle ore 20.30\, Guido Dalla Volta presenta Vite da ariani a Vestone (BS)\, in dialogo con Sergio Piccerillo\, nella Sala conferenze dell’ex scuola elementare (via G. Pialorsi 12) nell’ambito di un ciclo di incontri organizzato in occasione della Giornata della Memoria. \nIl libro\n1936. Guido Dalla Volta vive a Brescia con la moglie Emma e i due figli\, Alberto e Paolo. È un uomo onesto e rispettato\, perfettamente integrato nel suo contesto sociale\, che fonda la sua esistenza sui valori della tradizione: lavoro\, famiglia\, patria. C’è solo un dettaglio\, fino a quel momento ininfluente: i Dalla Volta hanno origini ebraiche. Mentre Emma presagisce il pericolo\, Guido non vuole credere al peggio\, finché le leggi razziali non gli aprono sotto i piedi una voragine kafkiana che lo inghiotte insieme al figlio maggiore. \n1962. Mentre Emma attende ancora il ritorno del marito e del primogenito\, il nipotino\, che porta lo stesso nome del nonno\, fa domande che restano senza risposta. E suo padre Paolo\, uomo severo e irrigidito dal dolore\, deve decidere come raccontargli una verità complicata e negata\, così lontana dalla vita serena e brillante che sta costruendo per lui. Sullo sfondo di questo immenso non detto\, si staglia una lettera in cui Alberto è ricordato come «il più forte\, il più risoluto\, il più degno di sopravvivere». A firmarla è un suo compagno di prigionia ad Auschwitz\, uno scrittore torinese di nome Primo Levi\, che all’amico dedicherà passaggi salienti dei suoi capolavori. \nLe grandi tragedie hanno un inizio e una fine\, ma ci sono un prima e un dopo che non smettono di parlarsi\, nel silenzio. Rimbalzando tra questi due tempi – in mezzo ai quali si spalanca l’indicibile – Guido Dalla Volta racconta la “vita da ariani” della sua famiglia\, il tentativo\, vano\, di sfuggire alle persecuzioni e\, finita la guerra\, quello di evitare le sofferenze del ricordo nella paura che l’orrore possa ripetersi. Fino all’epilogo quando\, rompendo una barriera con il coraggio della parola\, il passato e il presente si fondono in una nuova dimensione\, quella della memoria. \nGuido Dalla Volta\, nato a Brescia nel 1956\, si è laureato in Ingegneria elettronica presso il Politecnico di Milano. Nel 1982 ha conseguito il titolo di Master of Computer Science presso la McGill University di Montréal. Ha trascorso la sua carriera lavorativa presso la IBM\, in Italia e all’estero\, fino al 2019 quando\, a seguito del pensionamento\, si è potuto dedicare alle ricerche che hanno permesso la stesura di questo suo primo libro.
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SUMMARY:Presentazione "Vite da ariani" a Gardone Val Trompia (BS)
DESCRIPTION:Presentazione Vite da ariani a Gardone Val Trompia(BS) \nDomenica 26 gennaio alle ore 20.45 Guido Dalla Volta presenta Vite da ariani alla Sala consiliare di Gardone Val Trompia (BS)\, in dialogo con Marino Ruzzenenti e Franco Ceretti. \nIl libro\n1936. Guido Dalla Volta vive a Brescia con la moglie Emma e i due figli\, Alberto e Paolo. È un uomo onesto e rispettato\, perfettamente integrato nel suo contesto sociale\, che fonda la sua esistenza sui valori della tradizione: lavoro\, famiglia\, patria. C’è solo un dettaglio\, fino a quel momento ininfluente: i Dalla Volta hanno origini ebraiche. Mentre Emma presagisce il pericolo\, Guido non vuole credere al peggio\, finché le leggi razziali non gli aprono sotto i piedi una voragine kafkiana che lo inghiotte insieme al figlio maggiore. \n1962. Mentre Emma attende ancora il ritorno del marito e del primogenito\, il nipotino\, che porta lo stesso nome del nonno\, fa domande che restano senza risposta. E suo padre Paolo\, uomo severo e irrigidito dal dolore\, deve decidere come raccontargli una verità complicata e negata\, così lontana dalla vita serena e brillante che sta costruendo per lui. Sullo sfondo di questo immenso non detto\, si staglia una lettera in cui Alberto è ricordato come «il più forte\, il più risoluto\, il più degno di sopravvivere». A firmarla è un suo compagno di prigionia ad Auschwitz\, uno scrittore torinese di nome Primo Levi\, che all’amico dedicherà passaggi salienti dei suoi capolavori. \nLe grandi tragedie hanno un inizio e una fine\, ma ci sono un prima e un dopo che non smettono di parlarsi\, nel silenzio. Rimbalzando tra questi due tempi – in mezzo ai quali si spalanca l’indicibile – Guido Dalla Volta racconta la “vita da ariani” della sua famiglia\, il tentativo\, vano\, di sfuggire alle persecuzioni e\, finita la guerra\, quello di evitare le sofferenze del ricordo nella paura che l’orrore possa ripetersi. Fino all’epilogo quando\, rompendo una barriera con il coraggio della parola\, il passato e il presente si fondono in una nuova dimensione\, quella della memoria.
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SUMMARY:Guido Dalla Volta al Teatro Olimpico di Vicenza
DESCRIPTION:Guido Dalla Volta al Teatro Olimpico di Vicenza \nLunedì 27 gennaio alle ore 15\, Guido Dalla Volta\, autore di Vite da ariani\, partecipa all’incontro “Vincoli spezzati. Memorie familiari tra prigionia e Shoah” nell’Odeo del Teatro Olimpico di Vicenza\, insieme a Fernando Rigon Forte\, accademico olimpico\, e Giovanni Luigi Fontana\, presidente dell’Accademia Olimpica. \nGuido Dalla Volta\, nato a Brescia nel 1956\, si è laureato in Ingegneria elettronica presso il Politecnico di Milano. Nel 1982 ha conseguito il titolo di Master of Computer Science presso la McGill University di Montréal. Ha trascorso la sua carriera lavorativa presso la IBM\, in Italia e all’estero\, fino al 2019 quando\, a seguito del pensionamento\, si è potuto dedicare alle ricerche che hanno permesso la stesura di Vite da ariani\, suo primo libro.
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SUMMARY:Presentazione di "Vite da ariani" a Montichiari (BS)
DESCRIPTION:Presentazione di Vite da ariani a Montichiari (BS) \nLunedì 27 gennaio alle ore 20.30 Guido Dalla Volta presenta Vite da ariani alla Sala consiliare di Montichiari (BS)\, in dialogo con Federico Migliorati. Introduce l’incontro il sindaco di Montichiari\, Marco Togni. \nLa presentazione è organizzata in collaborazione con la libreria Mirtillo\, l’ingresso è libero e gratuito. \nIl libro\n1936. Guido Dalla Volta vive a Brescia con la moglie Emma e i due figli\, Alberto e Paolo. È un uomo onesto e rispettato\, perfettamente integrato nel suo contesto sociale\, che fonda la sua esistenza sui valori della tradizione: lavoro\, famiglia\, patria. C’è solo un dettaglio\, fino a quel momento ininfluente: i Dalla Volta hanno origini ebraiche. Mentre Emma presagisce il pericolo\, Guido non vuole credere al peggio\, finché le leggi razziali non gli aprono sotto i piedi una voragine kafkiana che lo inghiotte insieme al figlio maggiore. \n1962. Mentre Emma attende ancora il ritorno del marito e del primogenito\, il nipotino\, che porta lo stesso nome del nonno\, fa domande che restano senza risposta. E suo padre Paolo\, uomo severo e irrigidito dal dolore\, deve decidere come raccontargli una verità complicata e negata\, così lontana dalla vita serena e brillante che sta costruendo per lui. Sullo sfondo di questo immenso non detto\, si staglia una lettera in cui Alberto è ricordato come «il più forte\, il più risoluto\, il più degno di sopravvivere». A firmarla è un suo compagno di prigionia ad Auschwitz\, uno scrittore torinese di nome Primo Levi\, che all’amico dedicherà passaggi salienti dei suoi capolavori. \nLe grandi tragedie hanno un inizio e una fine\, ma ci sono un prima e un dopo che non smettono di parlarsi\, nel silenzio. Rimbalzando tra questi due tempi – in mezzo ai quali si spalanca l’indicibile – Guido Dalla Volta racconta la “vita da ariani” della sua famiglia\, il tentativo\, vano\, di sfuggire alle persecuzioni e\, finita la guerra\, quello di evitare le sofferenze del ricordo nella paura che l’orrore possa ripetersi. Fino all’epilogo quando\, rompendo una barriera con il coraggio della parola\, il passato e il presente si fondono in una nuova dimensione\, quella della memoria.
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LOCATION:Sala consiliare Montichiari\, Piazza Senatore Mario Pedini 1\, Montichiari\, Brescia
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SUMMARY:Presentazione “Vite da ariani” a Ghedi (BS)
DESCRIPTION:Presentazione Vite da ariani a Ghedi (BS) \nMercoledì 29 gennaio alle ore 14.45\, l’associazione Serenità e Impegno incontra Guido Dalla Volta\, autore di Vite da ariani\, in dialogo con Milena Moneta\, al Salone Ghisleri di Ghedi (BS). \nIl libro\n1936. Guido Dalla Volta vive a Brescia con la moglie Emma e i due figli\, Alberto e Paolo. È un uomo onesto e rispettato\, perfettamente integrato nel suo contesto sociale\, che fonda la sua esistenza sui valori della tradizione: lavoro\, famiglia\, patria. C’è solo un dettaglio\, fino a quel momento ininfluente: i Dalla Volta hanno origini ebraiche. Mentre Emma presagisce il pericolo\, Guido non vuole credere al peggio\, finché le leggi razziali non gli aprono sotto i piedi una voragine kafkiana che lo inghiotte insieme al figlio maggiore. \n1962. Mentre Emma attende ancora il ritorno del marito e del primogenito\, il nipotino\, che porta lo stesso nome del nonno\, fa domande che restano senza risposta. E suo padre Paolo\, uomo severo e irrigidito dal dolore\, deve decidere come raccontargli una verità complicata e negata\, così lontana dalla vita serena e brillante che sta costruendo per lui. Sullo sfondo di questo immenso non detto\, si staglia una lettera in cui Alberto è ricordato come «il più forte\, il più risoluto\, il più degno di sopravvivere». A firmarla è un suo compagno di prigionia ad Auschwitz\, uno scrittore torinese di nome Primo Levi\, che all’amico dedicherà passaggi salienti dei suoi capolavori. \nLe grandi tragedie hanno un inizio e una fine\, ma ci sono un prima e un dopo che non smettono di parlarsi\, nel silenzio. Rimbalzando tra questi due tempi – in mezzo ai quali si spalanca l’indicibile – Guido Dalla Volta racconta la “vita da ariani” della sua famiglia\, il tentativo\, vano\, di sfuggire alle persecuzioni e\, finita la guerra\, quello di evitare le sofferenze del ricordo nella paura che l’orrore possa ripetersi. Fino all’epilogo quando\, rompendo una barriera con il coraggio della parola\, il passato e il presente si fondono in una nuova dimensione\, quella della memoria.
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LOCATION:Salone Ghisleri\, Piazza Trento\, Ghedi\, BS
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SUMMARY:Presentazione "Torino adagio" a Dorado
DESCRIPTION:Presentazione Torino adagio a Dorado \nVenerdì 31 gennaio alle 18.30\, Anna Rowinski presenta Torino adagio. Dai margini al centro\, lungo i fiumi a Dorado (Lungo Dora Firenze 37) in dialogo con Maurizio Cilli e Mariachiara Guerra. Modera Luca Ballarini. \nIl libro\nTorino è la città dei quattro fiumi (la Dora\, il Po\, la Stura e il Sangone)\, delle colline e delle montagne\, quasi sempre visibili da ogni strada. È la città dell’automobile\, del cinema\, della Sindone\, dell’arte contemporanea\, dell’editoria\, dei moltissimi appuntamenti culturali\, in tutte le stagioni. È stata residenza dei Savoia\, che ne hanno influenzato impianto e architettura\, capitale d’Italia e sede storica di industrie intorno alle quali è cresciuta e cambiata. Ed è la città che negli ultimi venticinque anni ha visto la rigenerazione delle periferie\, arricchite dai molti abitanti arrivati da lontano. \nTorino è una città vivace e multiforme\, che questa guida propone di esplorare partendo dai margini\, là dove né il turista né il torinese si spinge di solito. In un percorso a spirale\, proveremo a tracciarne una immagine sfaccettata\, un mosaico formato dall’accostamento di tanti tasselli\, talvolta anche piccoli e nascosti\, che ognuno potrà comporre a suo modo\, a piedi o in bicicletta\, cogliendone le luci e gli odori attraverso il ritmo dell’adagio. \nDandosi anche il tempo di ascoltare le voci di chi questi luoghi li conosce profondamente\, li ama\, li studia\, li consiglia\, perché le città sono fatte soprattutto dalle persone che le rendono vive e le riempiono di senso. \nTorino adagio fa parte della collana gli adagi\, nata dall’idea dall’idea dell’Adagio Urbano che ha ispirato le passeggiate di Teresa Monestiroli a Milano.
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LOCATION:Dorado\, Lungo Dora Firenze 37\, Torino
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