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SUMMARY:"Lecce adagio" alla Libreria Liberrima
DESCRIPTION:Lecce adagio alla Libreria Liberrima \nMartedì 2 dicembre alle 18\, alla Libreria Liberrima di Lecce (Corte dei Cicala 1)\, Pierpaolo Lala presenta Lecce adagio. Dal Barocco al mare. Con l’autore dialoga Bianca Chiriatti. \nIl libro\n«Questa non è una guida esaustiva. E io non sono una guida turistica convenzionale. È un itinerario\, personale e non definitivo\, nella mia città. Quella Lecce che (per me) è croce e delizia\, giardino fiorito e prigione arida\, futuro e nostalgia canaglia. \nScopriremo insieme la basilica di Santa Croce\, piazza Duomo e i palazzi nobiliari simbolo della rinascita seicentesca\, ma anche la Lupiae romana riemersa nel periodo fascista. Andremo sulle tracce di personalità illustri che hanno reso celebre Lecce in tutto il mondo\, come il tenore Tito Schipa. Entreremo dentro le mura dalle tre porte rimaste in piedi e nel Castello Carlo V (che qui non passò mai)\, la fortezza più grande di Puglia. \nE continueremo nella città nuova\, quella dei murales della 167 e dei diritti civili\, quella dell’Università del Salento e della passione smodata per il calcio\, delle comunità di stranieri che vivono i quartieri e dei tanti parchi pubblici\, delle biblioteche civiche e dei musei. Non per spuntare una lista\, ma per perderci tra i dettagli. \nCammineremo piano\, senza fretta. Come si fa da queste parti. Perché Lecce non è una città lenta. È una città pigra. Ancora troppo. E forse\, è proprio in questa pigrizia che si nasconde il suo segreto». \nL’autore\nGiornalista per vocazione\, addetto stampa per necessità\, operatore culturale per curiosità\, docente per incoscienza\, cantautore e chitarrista per diletto\, Pierpaolo Lala è vicepresidente dell’impresa sociale CoolClub e dell’associazione Diffondiamo idee di valore. Infaticabile organizzatore di eventi\, è tra gli ideatori di numerosi appuntamenti culturali come il festival “Conversazioni sul futuro”\, la rassegna “Io non l’ho interrotta” e l’inutile “Notte bianca dell’Ipocondria”. Per Manni Editori ha pubblicato Invasione di campo. Il gioco del calcio nel linguaggio e nel racconto della politica\, scritto con Rocco Luigi Nichil (2021).
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SUMMARY:"Smettetela di dirci che non siamo felici" a Bari
DESCRIPTION:Smettetela di dirci che non siamo felici a Bari \nGiovedì 4 dicembre alle 18\, alla Biblioteca Gaetano Ricchetti di Bari (via Sparano 145)\, appuntamento con Gabriella Grasso\, autrice di Smettetela di dirci che non siamo felici. Un’indagine sulle donne singole. Con l’autrice dialogano Beatrice Greco e Rosanna Quagliariello\, in un incontro promosso da Donne in Corriera. \nIl libro\nSebbene il numero delle persone singole sia in aumento in tutto il mondo\, le donne senza partner né figli continuano a essere oggetto di curiosità o di giudizio. \nLa singolitudine non è considerata un’opzione: anche nei film\, nelle serie tv\, nei libri\, le protagoniste che non hanno un partner immancabilmente lo trovano prima della parola Fine. \nQuasi che una vita fuori dalla coppia non contenesse potenzialità narrativa. Quasi che\, eliminando la coppia dall’esistenza\, non restasse granché di significativo. Ma è davvero così? \nConvinta della necessità di controbilanciare questa narrazione stereotipata\, Gabriella Grasso ha intervistato scrittrici\, giornaliste ed esperte di singles studies dall’Australia all’India\, dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti\, per condividere ricerche ed esperienze personali. Ha poi ascoltato i racconti di una trentina di donne italiane tra i trenta e i sessantanove anni che abitano in grandi città o in provincia\, che vivono il loro status con consapevolezza e gioia\, senza escludere che possa modificarsi ma affrancate dall’ossessione della ricerca. Intrecciando questa polifonia di voci alla propria\, l’autrice affronta temi come amicizia\, sesso\, maternità\, viaggio e spiritualità per comporre un ritratto della vita “senza vincoli” privo delle tinte fosche della solitudine e dell’inadeguatezza. Perché tutte le donne hanno il diritto di dire addio al fantasma del fallimento e a pensarsi libere (e felici). \nL’autrice\nGabriella Grasso è giornalista e traduttrice. Ha lavorato per venticinque anni nei principali periodici femminili italiani («Grazia»\, «Donna Moderna»\, «Cosmopolitan»\, «Gioia!»\, «Elle»). Oggi è freelance e scrive\, tra gli altri\, per «Elle»\, «HTSI/Sole24ore »\, «Vogue»\, «Donna Moderna»\, «Harper’s Bazaar»\, «il venerdì di Repubblica»\, «Lucy-Sulla Cultura».
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SUMMARY:"Tra Bergamo e Brescia alla scoperta dei siti UNESCO" a Produzioni Ininterrotte
DESCRIPTION:Tra Bergamo e Brescia alla scoperta dei siti UNESCO a Produzioni Ininterrotte \nDomenica 7 dicembre alle 11\, nell’ambito di Produzioni Ininterrotte\, il Festival di Letteratura del Lavoro di Crespi d’Adda\, Massimo Tedeschi presenta in anteprima il suo libro Tra Bergamo e Brescia alla scoperta dei siti UNESCO all’Unesco Visitor Centre Crespi d’Adda (Corso Manzoni 18). \nIl libro\nL’Italia precede di un’incollatura la Cina in vetta alla classifica degli Stati con più siti UNESCO: ne possiede infatti sessanta (a marzo 2025). Fra le regioni italiane il primato spetta alla Lombardia\, con dieci siti\, di cui metà sono nelle province di Bergamo e Brescia. \nVisitarli tutti vuol dire immergersi in una storia millenaria e\, soprattutto\, intraprendere un viaggio attraverso un territorio straordinario\, conoscere i gioielli che custodisce e le persone che se ne prendono cura. \nIl nostro percorso inizia da Bergamo e dalle sue mura la cui costruzione\, tra il XVI e il XVII secolo\, ha imposto sacrifici enormi alla città ma le ha regalato una corona in pietra che oggi la rende unica. Si prosegue poi fra le case e le ciminiere di Crespi d’Adda\, testimonianza di un’epoca d’oro dell’industria lombarda. Varcando il confine fra le province ci si sposta a Brescia e ai reperti lasciati dai «barbari» Longobardi\, che nell’VIII secolo elessero la città a luogo del potere religioso\, secolare e spirituale. Infine\, due tappe misteriose e suggestive: la Valle Camonica\, dove l’arte rupestre ci affascina con il suo linguaggio ancestrale\, e i siti palafitticoli del lago di Garda\, che ci proiettano nel vissuto quotidiano dei nostri antenati. \nTante epoche diverse\, tanti paesaggi naturali e urbani da esplorare\, in un alternarsi di scoperte e di emozioni. Tutte da provare. \nDisponibile in libreria da venerdì 12 dicembre
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SUMMARY:"Lecce adagio" alla Libreria Palmieri
DESCRIPTION:Lecce adagio alla Libreria Palmieri \nMercoledì 10 dicembre alle 18.30\, alla Libreria Palmieri di Lecce (via Salvatore Trinchese 62)\, Pierpaolo Lala presenta Lecce adagio. Dal Barocco al mare. Con l’autore dialoga Cinzia Dilauro. \nIl libro\n«Questa non è una guida esaustiva. E io non sono una guida turistica convenzionale. È un itinerario\, personale e non definitivo\, nella mia città. Quella Lecce che (per me) è croce e delizia\, giardino fiorito e prigione arida\, futuro e nostalgia canaglia. \nScopriremo insieme la basilica di Santa Croce\, piazza Duomo e i palazzi nobiliari simbolo della rinascita seicentesca\, ma anche la Lupiae romana riemersa nel periodo fascista. Andremo sulle tracce di personalità illustri che hanno reso celebre Lecce in tutto il mondo\, come il tenore Tito Schipa. Entreremo dentro le mura dalle tre porte rimaste in piedi e nel Castello Carlo V (che qui non passò mai)\, la fortezza più grande di Puglia. \nE continueremo nella città nuova\, quella dei murales della 167 e dei diritti civili\, quella dell’Università del Salento e della passione smodata per il calcio\, delle comunità di stranieri che vivono i quartieri e dei tanti parchi pubblici\, delle biblioteche civiche e dei musei. Non per spuntare una lista\, ma per perderci tra i dettagli. \nCammineremo piano\, senza fretta. Come si fa da queste parti. Perché Lecce non è una città lenta. È una città pigra. Ancora troppo. E forse\, è proprio in questa pigrizia che si nasconde il suo segreto». \nL’autore\nGiornalista per vocazione\, addetto stampa per necessità\, operatore culturale per curiosità\, docente per incoscienza\, cantautore e chitarrista per diletto\, Pierpaolo Lala è vicepresidente dell’impresa sociale CoolClub e dell’associazione Diffondiamo idee di valore. Infaticabile organizzatore di eventi\, è tra gli ideatori di numerosi appuntamenti culturali come il festival “Conversazioni sul futuro”\, la rassegna “Io non l’ho interrotta” e l’inutile “Notte bianca dell’Ipocondria”. Per Manni Editori ha pubblicato Invasione di campo. Il gioco del calcio nel linguaggio e nel racconto della politica\, scritto con Rocco Luigi Nichil (2021).
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SUMMARY:Presentazione di "La figlia che non c'era" a Palermo
DESCRIPTION:Presentazione di La figlia che non c’era a Palermo \nGiovedì 11 dicembre alle 18\, all’Auditorium della Chiesa Sant’Alfonso dei Liquori di Palermo (piazza Alfonso 24)\, Andrea Noto presenta il suo romanzo La figlia che non c’era. Con la partecipazione di Loredana Leali Manelli e la voce narrante di Rosalia Billeci\, l’incontro sarà un’occasione per entrare nel cuore della vicenda che attraversa il libro: una storia di segreti familiari\, rivelazioni inattese e ricerca delle proprie radici. \nIl libro\nLoredana è una donna come tante\, con tre bambine\, un marito medico\, una cattedra di inglese in una scuola d’arte e una famiglia d’origine unita e solidale. \nUn giorno qualunque\, però\, tutto cambia. Una confessione della mamma Adele sgretola all’improvviso le fondamenta sulle quali poggiava il suo mondo\, dando corpo a un sospetto che aleggiava da sempre su di loro. E che\, una volta rivelato\, la spinge\, con il sostegno del marito Andrea\, a intraprendere un lungo e tortuoso cammino alla ricerca di sé stessa e delle proprie radici\, a partire dalla meravigliosa villa sul Lago di Garda\, ormai in stato di abbandono\, dove sua madre\, da ragazza\, era a servizio. \nIn pagine ricche di pathos e di suspense\, si intrecciano le storie di una domestica\, sedotta e abbandonata dal “giovin signore”\, come nei migliori romanzi rosa\, e di sua figlia che\, trentasei anni dopo\, riceve il testimone e trova il coraggio di iniziare il processo che la riporterà a casa. \nTra atti giudiziari e testamenti non validi\, test del DNA e vecchie lettere\, diari\, oggetti\, ricordi\, Loredana perde e ritrova più volte la strada\, senza mai arrendersi. La sua è un’avventura costellata di sorprese e di colpi di scena\, in cui affronta l’azione legale per affermare la verità e ottenere quello che le spetta e\, insieme\, impara a riconoscere ed elaborare i sentimenti complessi messi in campo dagli attori di questa storia – la rabbia\, il rimpianto\, il disprezzo\, l’amore\, la gratitudine – che oggi fanno di lei quella che è. \nL’autore\nAndrea Noto (Milano\, 1959)\, medico chirurgo specialista in anestesiologia e rianimazione\, è stato per anni direttore dell’Unità Semplice di Terapia Intensiva e vicedirettore del Servizio di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale San Paolo di Milano e professore a contratto dell’Università degli Studi di Milano. È attualmente responsabile di Ukrainitaly\, un gruppo di volontariato che opera da anni in favore di bambini orfani o in condizioni di disagio sociale e familiare della città di Cherson nell’Ucraina meridionale.
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SUMMARY:"Lecce adagio" alla Distilleria De Giorgi (San Cesario)
DESCRIPTION:Lecce adagio alla Distilleria De Giorgi (San Cesario) \nGiovedì 11 dicembre alle 18.30\, alla Distilleria De Giorgi di San Cesario di Lecce (via Vittorio Emanuele III\, 86)\, Pierpaolo Lala presenta Lecce adagio. Dal Barocco al mare. Con l’autore dialoga Roberto Guido. \nIl libro\n«Questa non è una guida esaustiva. E io non sono una guida turistica convenzionale. È un itinerario\, personale e non definitivo\, nella mia città. Quella Lecce che (per me) è croce e delizia\, giardino fiorito e prigione arida\, futuro e nostalgia canaglia. \nScopriremo insieme la basilica di Santa Croce\, piazza Duomo e i palazzi nobiliari simbolo della rinascita seicentesca\, ma anche la Lupiae romana riemersa nel periodo fascista. Andremo sulle tracce di personalità illustri che hanno reso celebre Lecce in tutto il mondo\, come il tenore Tito Schipa. Entreremo dentro le mura dalle tre porte rimaste in piedi e nel Castello Carlo V (che qui non passò mai)\, la fortezza più grande di Puglia. \nE continueremo nella città nuova\, quella dei murales della 167 e dei diritti civili\, quella dell’Università del Salento e della passione smodata per il calcio\, delle comunità di stranieri che vivono i quartieri e dei tanti parchi pubblici\, delle biblioteche civiche e dei musei. Non per spuntare una lista\, ma per perderci tra i dettagli. \nCammineremo piano\, senza fretta. Come si fa da queste parti. Perché Lecce non è una città lenta. È una città pigra. Ancora troppo. E forse\, è proprio in questa pigrizia che si nasconde il suo segreto». \nL’autore\nGiornalista per vocazione\, addetto stampa per necessità\, operatore culturale per curiosità\, docente per incoscienza\, cantautore e chitarrista per diletto\, Pierpaolo Lala è vicepresidente dell’impresa sociale CoolClub e dell’associazione Diffondiamo idee di valore. Infaticabile organizzatore di eventi\, è tra gli ideatori di numerosi appuntamenti culturali come il festival “Conversazioni sul futuro”\, la rassegna “Io non l’ho interrotta” e l’inutile “Notte bianca dell’Ipocondria”. Per Manni Editori ha pubblicato Invasione di campo. Il gioco del calcio nel linguaggio e nel racconto della politica\, scritto con Rocco Luigi Nichil (2021).
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SUMMARY:Presentazione di "La figlia che non c'era" a Marsala
DESCRIPTION:Presentazione di La figlia che non c’era a Marsala \nDomenica 14 dicembre alle 18\, alla Biblioteca Sociale Otium di Marsala (via XI Maggio 106)\, Andrea Noto presenta il suo romanzo La figlia che non c’era. Con l’autore dialoga Maria Cristina Tedesco. \nIl libro\nLoredana è una donna come tante\, con tre bambine\, un marito medico\, una cattedra di inglese in una scuola d’arte e una famiglia d’origine unita e solidale. \nUn giorno qualunque\, però\, tutto cambia. Una confessione della mamma Adele sgretola all’improvviso le fondamenta sulle quali poggiava il suo mondo\, dando corpo a un sospetto che aleggiava da sempre su di loro. E che\, una volta rivelato\, la spinge\, con il sostegno del marito Andrea\, a intraprendere un lungo e tortuoso cammino alla ricerca di sé stessa e delle proprie radici\, a partire dalla meravigliosa villa sul Lago di Garda\, ormai in stato di abbandono\, dove sua madre\, da ragazza\, era a servizio. \nIn pagine ricche di pathos e di suspense\, si intrecciano le storie di una domestica\, sedotta e abbandonata dal “giovin signore”\, come nei migliori romanzi rosa\, e di sua figlia che\, trentasei anni dopo\, riceve il testimone e trova il coraggio di iniziare il processo che la riporterà a casa. \nTra atti giudiziari e testamenti non validi\, test del DNA e vecchie lettere\, diari\, oggetti\, ricordi\, Loredana perde e ritrova più volte la strada\, senza mai arrendersi. La sua è un’avventura costellata di sorprese e di colpi di scena\, in cui affronta l’azione legale per affermare la verità e ottenere quello che le spetta e\, insieme\, impara a riconoscere ed elaborare i sentimenti complessi messi in campo dagli attori di questa storia – la rabbia\, il rimpianto\, il disprezzo\, l’amore\, la gratitudine – che oggi fanno di lei quella che è. \nL’autore\nAndrea Noto (Milano\, 1959)\, medico chirurgo specialista in anestesiologia e rianimazione\, è stato per anni direttore dell’Unità Semplice di Terapia Intensiva e vicedirettore del Servizio di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale San Paolo di Milano e professore a contratto dell’Università degli Studi di Milano. È attualmente responsabile di Ukrainitaly\, un gruppo di volontariato che opera da anni in favore di bambini orfani o in condizioni di disagio sociale e familiare della città di Cherson nell’Ucraina meridionale.
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SUMMARY:"Lecce adagio" al Castello di Corigliano d'Otranto (LE)
DESCRIPTION:Lecce adagio al Castello di Corigliano d’Otranto (LE) \nDomenica 21 dicembre alle 17\, al Castello di Corigliano d’Otranto (LE)\, appuntamento con Pierpaolo Lala\, autore di Lecce adagio. Dal Barocco al mare. Con l’autore dialogano Cesare Liaci e Chiara Costantino\, nell’ambito della rassegna Leggimi la Puglia\, a cura dell’Infopoint. \nIl libro\n«Questa non è una guida esaustiva. E io non sono una guida turistica convenzionale. È un itinerario\, personale e non definitivo\, nella mia città. Quella Lecce che (per me) è croce e delizia\, giardino fiorito e prigione arida\, futuro e nostalgia canaglia. \nScopriremo insieme la basilica di Santa Croce\, piazza Duomo e i palazzi nobiliari simbolo della rinascita seicentesca\, ma anche la Lupiae romana riemersa nel periodo fascista. Andremo sulle tracce di personalità illustri che hanno reso celebre Lecce in tutto il mondo\, come il tenore Tito Schipa. Entreremo dentro le mura dalle tre porte rimaste in piedi e nel Castello Carlo V (che qui non passò mai)\, la fortezza più grande di Puglia. \nE continueremo nella città nuova\, quella dei murales della 167 e dei diritti civili\, quella dell’Università del Salento e della passione smodata per il calcio\, delle comunità di stranieri che vivono i quartieri e dei tanti parchi pubblici\, delle biblioteche civiche e dei musei. Non per spuntare una lista\, ma per perderci tra i dettagli. \nCammineremo piano\, senza fretta. Come si fa da queste parti. Perché Lecce non è una città lenta. È una città pigra. Ancora troppo. E forse\, è proprio in questa pigrizia che si nasconde il suo segreto». \nL’autore\nGiornalista per vocazione\, addetto stampa per necessità\, operatore culturale per curiosità\, docente per incoscienza\, cantautore e chitarrista per diletto\, Pierpaolo Lala è vicepresidente dell’impresa sociale CoolClub e dell’associazione Diffondiamo idee di valore. Infaticabile organizzatore di eventi\, è tra gli ideatori di numerosi appuntamenti culturali come il festival “Conversazioni sul futuro”\, la rassegna “Io non l’ho interrotta” e l’inutile “Notte bianca dell’Ipocondria”. Per Manni Editori ha pubblicato Invasione di campo. Il gioco del calcio nel linguaggio e nel racconto della politica\, scritto con Rocco Luigi Nichil (2021).
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SUMMARY:Presentazione di "Vite da ariani" all'Associazione Artisti Bresciani
DESCRIPTION:Presentazione di Vite da ariani all’Associazione Artisti Bresciani \nGiovedì 29 gennaio 2026 alle ore 18\, presso la sede dell’Associazione Artisti Bresciani in Vicolo delle Stelle 4\, Brescia\, nell’ambito delle iniziative legate alla Giornata della Memoria\, Guido Dalla Volta presentaVite da ariani in dialogo con Milena Moneta\, giornalista e vicepresidente dell’AAB. \nIl libro\n1936. Guido Dalla Volta vive a Brescia con la moglie Emma e i due figli\, Alberto e Paolo. È un uomo onesto e rispettato\, perfettamente integrato nel suo contesto sociale\, che fonda la sua esistenza sui valori della tradizione: lavoro\, famiglia\, patria. C’è solo un dettaglio\, fino a quel momento ininfluente: i Dalla Volta hanno origini ebraiche. Mentre Emma presagisce il pericolo\, Guido non vuole credere al peggio\, finché le leggi razziali non gli aprono sotto i piedi una voragine kafkiana che lo inghiotte insieme al figlio maggiore. \n1962. Mentre Emma attende ancora il ritorno del marito e del primogenito\, il nipotino\, che porta lo stesso nome del nonno\, fa domande che restano senza risposta. E suo padre Paolo\, uomo severo e irrigidito dal dolore\, deve decidere come raccontargli una verità complicata e negata\, così lontana dalla vita serena e brillante che sta costruendo per lui. Sullo sfondo di questo immenso non detto\, si staglia una lettera in cui Alberto è ricordato come «il più forte\, il più risoluto\, il più degno di sopravvivere». A firmarla è un suo compagno di prigionia ad Auschwitz\, uno scrittore torinese di nome Primo Levi\, che all’amico dedicherà passaggi salienti dei suoi capolavori. \nLe grandi tragedie hanno un inizio e una fine\, ma ci sono un prima e un dopo che non smettono di parlarsi\, nel silenzio. Rimbalzando tra questi due tempi – in mezzo ai quali si spalanca l’indicibile – Guido Dalla Volta racconta la “vita da ariani” della sua famiglia\, il tentativo\, vano\, di sfuggire alle persecuzioni e\, finita la guerra\, quello di evitare le sofferenze del ricordo nella paura che l’orrore possa ripetersi. Fino all’epilogo quando\, rompendo una barriera con il coraggio della parola\, il passato e il presente si fondono in una nuova dimensione\, quella della memoria. \nL’autore\nGuido Dalla Volta\, nato a Brescia nel 1956\, si è laureato in Ingegneria elettronica presso il Politecnico di Milano. Nel 1982 ha conseguito il titolo di Master of Computer Science presso la McGill University di Montréal. Ha trascorso la sua carriera lavorativa presso la IBM\, in Italia e all’estero\, fino al 2019 quando\, a seguito del pensionamento\, si è potuto dedicare alle ricerche che hanno permesso la stesura di questo suo primo libro.
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SUMMARY:Presentazione di "La figlia che non c'era" a Ledeberg\, Belgio
DESCRIPTION:Presentazione di La figlia che non c’era a Ledeberg\, Belgio \nSabato 7 febbraio alle ore 15\, Andrea Noto presenta La figlia che non c’era al Theaterzaal Ledeberg (Ledebergplein 30\, 9050 Ledeberg\, Belgio)\, in collaborazione con la Società Dante Alighieri di Gent. Seguirà un drink. \nL’ingresso è gratuito e si prega di confermare la presenza a questo link. \nIl libro\nLoredana è una donna come tante\, con tre bambine\, un marito medico\, una cattedra di inglese in una scuola d’arte e una famiglia d’origine unita e solidale. \nUn giorno qualunque\, però\, tutto cambia. Una confessione della mamma Adele sgretola all’improvviso le fondamenta sulle quali poggiava il suo mondo\, dando corpo a un sospetto che aleggiava da sempre su di loro. E che\, una volta rivelato\, la spinge\, con il sostegno del marito Andrea\, a intraprendere un lungo e tortuoso cammino alla ricerca di sé stessa e delle proprie radici\, a partire dalla meravigliosa villa sul Lago di Garda\, ormai in stato di abbandono\, dove sua madre\, da ragazza\, era a servizio. \nIn pagine ricche di pathos e di suspense\, si intrecciano le storie di una domestica\, sedotta e abbandonata dal “giovin signore”\, come nei migliori romanzi rosa\, e di sua figlia che\, trentasei anni dopo\, riceve il testimone e trova il coraggio di iniziare il processo che la riporterà a casa. \nTra atti giudiziari e testamenti non validi\, test del DNA e vecchie lettere\, diari\, oggetti\, ricordi\, Loredana perde e ritrova più volte la strada\, senza mai arrendersi. La sua è un’avventura costellata di sorprese e di colpi di scena\, in cui affronta l’azione legale per affermare la verità e ottenere quello che le spetta e\, insieme\, impara a riconoscere ed elaborare i sentimenti complessi messi in campo dagli attori di questa storia – la rabbia\, il rimpianto\, il disprezzo\, l’amore\, la gratitudine – che oggi fanno di lei quella che è. \n 
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SUMMARY:Presentazione di "Dati sensibili" alla Libreria Borgopo' di Torino
DESCRIPTION:Presentazione di Dati sensibili alla Libreria Borgopo’ di Torino \nSabato 7 febbraio alle 18\, Alice Avallone presenta Dati sensibili. Il lato umano e consapevole dei numeri in dialogo con Alessandro Avataneo. \nIl libro\nIl calo delle nascite\, le oscillazioni dell’oro\, quante volte al giorno tocchiamo lo schermo del telefono. Ma anche l’attesa in una sala d’aspetto\, le emoji che usiamo di più\, le ricerche che facciamo quando nessuno ci guarda. Sono frammenti minimi che raccontano chi siamo\, cosa ci preoccupa\, cosa ci fa sentire al sicuro. \nIn questo libro\, Alice Avallone ci invita a riconoscere la presenza dell’umano anche dentro la cifra più fredda\, a vedere i dati come alleati imperfetti\, capaci di custodire significati e contraddizioni. Se tutto è tracciato\, possiamo imparare a leggere tra le righe per capire cosa pulsa dietro ai numeri. \nCon l’approccio del Data Humanism\, questo testo parla a chi vuole guardare i dati da una prospettiva diversa\, nello studio e nel lavoro. Perché dietro una tabella o un grafico c’è sempre una persona\, una comunità\, un desiderio\, e ogni dato può diventare racconto. \nL’autore\nData humanist e trend forecaster\, Alice Avallone è consulente per istituzioni e grandi aziende. Da molti anni insegna alla Scuola Holden di Torino e nel circuito Dicolab\, promosso dal Ministero della Cultura e realizzato dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali. \nHa pubblicato #Datastories. Seguire le impronte umane sul digitale (Hoepli 2021)\, Raccontare il futuro (nella collana Lezioni di Scrittura del «Corriere della Sera») e Futuri imperfetti (Cesati Editore 2025). \nGestisce il portale BUNS che ogni settimana racconta fenomeni emergenti\, micro-tendenze e segnali culturali che spesso passano inosservati\, ma che già plasmano il presente.
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SUMMARY:Presentazione di "Vite da ariani" alla Biblioteca Teresiana di Mantova
DESCRIPTION:Presentazione di Vite da ariani alla Biblioteca Teresiana di Mantova \nGiovedì 12 febbraio 2026 la Biblioteca Comunale Teresiana in collaborazione con l’Istituto Mantovano di Storia Contemporanea\, ospita alle ore 18\, in Prima Sala Monumentale\, la presentazione del libro di Guido Dalla Volta Vite da ariani. L’autore dialoga con Fabio Levi\, docente di Storia contemporanea all’Università di Torino e Presidente del Centro Internazionale di Studi Primo Levi. \nIngresso libero fino ad esaurimento posti. \nPer informazioni contattare la Biblioteca Comunale Teresiana: + 39 0376 338460 – comunicazione.bibliotecacomunale@comune.mantova.it \nIl libro\nNel 1936 Guido Dalla Volta si trasferisce da Mantova a Brescia con la moglie Emma e i due figli Alberto e Paolo. È un uomo onesto e rispettato\, perfettamente integrato nel suo contesto sociale\, che fonda la sua esistenza sui valori della tradizione: lavoro\, famiglia\, patria. \nC’è solo un dettaglio\, fino a quel momento ininfluente: i Dalla Volta hanno origini ebraiche. Mentre Emma presagisce il pericolo\, Guido non vuole credere al peggio\, finché le leggi razziali non gli aprono sotto i piedi una voragine kafkiana che lo inghiotte insieme al figlio maggiore. \nNel 1962 mentre Emma attende ancora il ritorno del marito e del primogenito\, il nipotino\, che porta lo stesso nome del nonno Guido\, fa domande che restano senza risposta. \nE suo padre Paolo\, uomo severo e irrigidito dal dolore\, deve decidere come raccontargli una verità complicata e negata\, così lontana dalla vita serena e brillante che sta costruendo per lui. \nSullo sfondo di questo immenso non detto\, si staglia una lettera in cui Alberto è ricordato come «il più forte\, il più risoluto\, il più degno di sopravvivere». A firmarla è un suo compagno di prigionia ad Auschwitz\, uno scrittore torinese di nome Primo Levi\, che all’amico dedicherà passaggi salienti dei suoi capolavori. \nLe grandi tragedie hanno un inizio e una fine\, ma ci sono un prima e un dopo che non smettono di parlarsi\, nel silenzio. \nRimbalzando tra questi due tempi – in mezzo ai quali si spalanca l’indicibile – Guido Dalla Volta racconta la “vita da ariani” della sua famiglia\, il tentativo\, vano\, di sfuggire alle persecuzioni e\, finita la guerra\, quello di evitare le sofferenze del ricordo nella paura che l’orrore possa ripetersi. Fino all’epilogo quando\, rompendo una barriera con il coraggio della parola\, il passato e il presente si fondono in una nuova dimensione\, quella della memoria.
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LOCATION:Biblioteca Teresiana di Mantova\, Via Roberto Ardigò\, 13\, Mantova\, 46100
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SUMMARY:Presentazione di "Meraviglie di un mare ferito" a Palermo
DESCRIPTION:Presentazione di Meraviglie di un mare ferito a Palermo \nDomenica 15 febbraio alle 10.30\, al Circolo Velico Sferracavallo di Palermo (via Plauto 27)\, Giuseppe Notarbartolo di Sciara presenta Meraviglie di un mare ferito. Viaggio di un ecologo intorno al Mediterraneo. \nPortano i saluti Giuseppe Giunchiglia\, presidente del Circolo Velico Sferracavallo\, e Fabio Galluzzo\, presidente di Marevivo Sicilia. \nDialogano con l’autore Rosanna Maranto\, direttrice artistica di Illustramente\, e Mariella Gattuso\, direttrice di Marevivo Sicilia\, con la partecipazione del prof. Franco Andaloro. \nIl libro\nIl Mediterraneo è la culla della nostra civiltà. Se i Romani lo chiamavano “mare nostro”\, più tardi è diventato il “mare di mezzo” tra due culture. Solcato da dèi ed eroi\, decantato da poeti e scrittori\, teatro di guerre sanguinose\, attraversato da rotte mercantili\, turistiche e migratorie\, è ancora oggi argomento centrale dei nostri discorsi\, protagonista dell’attualità. \nNon altrettanto si può dire dei suoi abitanti più antichi: capodogli\, balenottere\, delfini\, foche e squali\, fra gli altri. Una popolazione variegata quanto fragile\, minacciata dalle intense attività dell’uomo che con tanta violenza hanno turbato il delicato equilibrio naturale del mare. \nMeraviglie di un mare ferito narra un viaggio ideale in barca a vela\, da Venezia alla Croazia\, da Rodi ad Alessandria d’Egitto\, da Lampedusa alla Spagna\, che compone un mosaico di episodi e incontri realmente accaduti all’autore in mezzo secolo di navigazioni – scientifiche e militanti – per la ricerca e la conservazione. \nUn inno alla bellezza che si trasforma in un appello per tutti noi. Perché se assistere al progressivo degrado del Mediterraneo suscita un senso di sdegno e ribellione\, conoscerne la straordinaria ricchezza può contribuire a far crescere un impegno collettivo per assicurare un futuro in cui tutti i suoi abitanti\, anche non umani\, possano prosperare. \nL’autore\nGiuseppe Notarbartolo di Sciara è un ecologo marino che ha dedicato la vita a ispirare e sostenere con l’evidenza scientifica le politiche di conservazione\, con un impegnospeciale per la tutela del Mediterraneo e della sua fauna. È stato il responsabile di enti pubblici e privati\, tra cui l’Istituto Tethys da lui fondato nel 1986. \nHa rappresentato l’Italia nei lavori della International Whaling Commission\, e ha avuto numerosi incarichi significativi all’interno dell’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura\, della Convenzione delle Nazioni Unite per la tutela delle Specie Migratrici\, e dell’Accordo per la Conservazione dei Cetacei del Mediterraneo\, del Mar Nero e della Zona Atlantica Contigua. È autore di saggi divulgativi e accademici e di quasi 260 lavori scientifici. \nQuesto libro è stato pubblicato in inglese da Springer con il titolo Sailing Across A Wounded Sea (2024).
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SUMMARY:ONLINE Webinar gratuito "La gioia ribelle" con Zen in the city
DESCRIPTION:ONLINE Webinar gratuito La gioia ribelle con Zen in the city \nGiovedì 5 marzo 2026\, dalle 18.30 alle 19.30\, Nicoletta Cinotti terrà un webinar gratuito ispirato al suo ultimo libro La gioia ribelle. La mindfulness e l’arte di invecchiare organizzato in collaborazione con Zen in the city. \nUn’ora per esplorare un modo diverso di abitare il tempo\, uscire dal mito della giovinezza eterna e scoprire come la mindfulness possa trasformare l’invecchiamento in un atto di consapevolezza e libertà. \nIscrizione gratuita a questo link. \nIl libro\nE se smettessimo di temere l’età che avanza e iniziassimo a riconoscerla per ciò che è: un privilegio\, una possibilità\, una nuova libertà? \nIn una società ossessionata dalla giovinezza\, invecchiare viene spesso vissuto come una perdita. Eppure la scienza racconta un’altra storia: coltivare convinzioni positive sull’invecchiamento può tradursi in anni di vita in più. Il vero nemico non è il tempo\, ma gli stereotipi che ci avvelenano lentamente\, da fuori e da dentro. \nLa gioia ribelle è il primo libro italiano che unisce mindfulness e consapevolezza in un percorso di accettazione dell’invecchiamento. Non un manuale anti età\, ma una guida per abitare pienamente ogni fase dell’esistenza\, sostenuta da ricerche neuroscientifiche che mostrano come la meditazione possa trasformare – e persino “ringiovanire” – il nostro cervello. \nDal corpo che cambia alla forza della vulnerabilità\, dalle relazioni che evolvono al dialogo tra identità e memoria\, dal coraggio di reinventarsi alla gioia di progettare il futuro oltre gli schemi temporali\, questo libro è un inno alla vita in ogni sua stagione. Rigoroso e accessibile\, teorico e pratico\, parla non solo agli over 65\, ma a chiunque voglia cambiare paradigma e imparare\, al di là del giovanilismo e della resa\, a diventare ciò che è.
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SUMMARY:Diventare stormo – Evento di mindful aging collettivo con Nicoletta Cinotti
DESCRIPTION:Diventare stormo – Evento di mindful aging collettivo con Nicoletta Cinotti \nDiventare stormo è l’evento di Mindful aging collettivo in programma a Genova da Stradanuova Teatro Centrale (Via Garibaldi 18 c/o Palazzo Rosso – ingresso da Vico Boccanegra)\, sabato 14 marzo dalle ore 16. \nNon una presentazione. Non una conferenza. Un momento da vivere. Insieme. \nPer la prima volta\, La gioia ribelle prende vita sul palco: 75 minuti di poesia\, narrazione\, meditazione condivisa e musica dal vivo\, pensati per chi vuole vivere l’invecchiamento come un atto di libertà e alleanza. \nAl centro\, il volo degli stormi come metafora del nostro cammino: nessuno vola da solo. Tutti arrivano insieme. \nPer l’occasione il teatro si trasforma in spazio contemplativo. Un rito collettivo che racconta la cooperazione\, la cura e la saggezza del volo condiviso. \nNicoletta Cinotti guida l’intera serata con un monologo che intreccia poesia\, scienza e spiritualità: la storia delle oche selvatiche\, il mito dell’Upupa\, le tre leggi dello stormo\, la meditazione del tempo circolare. \nSimone Cricenti al violoncello — musicista della GOG (Giovine Orchestra Genovese) — crea il tappeto sonoro che apre\, accompagna e chiude il viaggio. \nAlessandra Carrea con il progetto fotografico “Beyond the Age” — ritratti di donne oltre i 50 che sfidano l’invisibilità — accompagna il racconto con immagini proiettate e una mostra nel foyer. \nAl termine del programma nel foyer del teatro sarà allestito il firmacopie del nuovo libro di Nicoletta Cinotti dal titolo La gioia ribelle edito da Enrico Damiani Editore. \nLa gioia ribelle è il primo libro italiano che introduce la mindfulness in un percorso di accettazione dell’invecchiamento. Non un manuale anti-età\, ma una guida per abbracciare appieno ogni fase dell’esistenza\, supportata da ricerche neuroscientifiche che dimostrano come la meditazione possa letteralmente ringiovanire il cervello. \nDal corpo che cambia alla potenza della vulnerabilità\, dalle relazioni in evoluzione al dialogo tra identità e memoria\, dal coraggio di reiventarsi alla gioia di progettare il futuro oltre gli schemi temporali\, La gioia ribelle è un inno alla vita\, in ogni sua stagione. Teorico e pratico\, rigoroso e accessibile\, non riguarda esclusivamente gli over-65\, ma interpella chiunque si interroghi sulla propria relazione con il tempo e sia disposto a cambiare paradigma\, a sfatare i luoghi comuni. \nSe è vero che in noi coesistono tutte le età\, questa riflessione ricca di spunti concreti crea uno spazio aperto dove imparare\, al di là del giovanilismo ossessivo o della rassegnazione passiva\, a diventare ciò che siamo. \nNicoletta Cinotti\, psicoterapeuta\, insegnante di mindfulness\, pratica meditazione da 40 anni. Ha iniziato a scrivere a 59. Incarna lei stessa la gioia ribelle di cui parla. Si è formata a livello internazionale nei protocolli MBSR e MBCT\, in Mindful Self-compassion\, Mindfulness Interpersonale e Mindful Parenting. Gestisce il blog www.nicolettacinotti.net\, con indicazioni quotidiane di pratica. Ha scritto diversi libri\, fra cui Imparare a volersi bene\, Gratitudine e cambiamento (2024)\, Mindfulness ed emozioni (2022)\, Mindfulness in 5 minuti (2020)\, tutti per i tipi Gribaudo\, Amore\, mindfulness e relazioni (Hoepli 2021)\, Scrivere la mente (Morellini 2019). \nPer Enrico Damiani Editore ha curato l’edizione italiana di Mindful parenting di Susan Bögels (2020) e pubblicato Genitori di sé stessi. Mindfulness e Reparenting (2023) e Scrivere storie di guarigione. Mindful writing (2024). \nClicca qui per informazioni e prenotazioni \n 
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SUMMARY:Presentazione di "Meraviglie di un mare ferito" al Conservatorio di Venezia
DESCRIPTION:Presentazione di Meraviglie di un mare ferito al Conservatorio di Venezia \nLunedì 23 marzo alle ore 17.30\, Giuseppe Notarbartolo di Sciara presenta Meraviglie di un mare ferito. Viaggio di un ecologo intorno al Mediterraneo al Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia (Aula Bruno Maderna di Palazzo Pisani). Dialogano con l’autore Fabio Moretti e Serenella Iovino. \nIl libro\nIl Mediterraneo è la culla della nostra civiltà. Se i Romani lo chiamavano “mare nostro”\, più tardi è diventato il “mare di mezzo” tra due culture. Solcato da dèi ed eroi\, decantato da poeti e scrittori\, teatro di guerre sanguinose\, attraversato da rotte mercantili\, turistiche e migratorie\, è ancora oggi argomento centrale dei nostri discorsi\, protagonista dell’attualità. \nNon altrettanto si può dire dei suoi abitanti più antichi: capodogli\, balenottere\, delfini\, foche e squali\, fra gli altri. Una popolazione variegata quanto fragile\, minacciata dalle intense attività dell’uomo che con tanta violenza hanno turbato il delicato equilibrio naturale del mare. \nMeraviglie di un mare ferito narra un viaggio ideale in barca a vela\, da Venezia alla Croazia\, da Rodi ad Alessandria d’Egitto\, da Lampedusa alla Spagna\, che compone un mosaico di episodi e incontri realmente accaduti all’autore in mezzo secolo di navigazioni – scientifiche e militanti – per la ricerca e la conservazione. \nUn inno alla bellezza che si trasforma in un appello per tutti noi. Perché se assistere al progressivo degrado del Mediterraneo suscita un senso di sdegno e ribellione\, conoscerne la straordinaria ricchezza può contribuire a far crescere un impegno collettivo per assicurare un futuro in cui tutti i suoi abitanti\, anche non umani\, possano prosperare. \nL’autore\nGiuseppe Notarbartolo di Sciara è un ecologo marino che ha dedicato la vita a ispirare e sostenere con l’evidenza scientifica le politiche di conservazione\, con un impegnospeciale per la tutela del Mediterraneo e della sua fauna. È stato il responsabile di enti pubblici e privati\, tra cui l’Istituto Tethys da lui fondato nel 1986.
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LOCATION:Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia\, Palazzo Pisani\, San Marco 2810\, Venezia
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SUMMARY:Presentazione di "Retorica quotidiana" alla Ubik Bologna Irnerio
DESCRIPTION:Presentazione di Retorica quotidiana alla Ubik Bologna Irnerio \nMercoledì 25 marzo alle ore 18\, Gigi Spina pesenta il suo Retorica quotidiana. Quattro modi per muovere le idee alla libreria Ubik Bologna Irnerio. Interviene Matteo Marchesini\, modera Alessia Angellotti. \nIl libro\nLa usiamo nella vita privata per convincere gli amici a preferire una pizzeria a un’altra o sul lavoro per sostenere la bontà di un progetto su cui abbiamo lavorato a lungo. La ascoltiamo nelle occasioni pubbliche\, storcendo il naso o commuovendoci a seconda di quanto è efficace. Eppure\, dai tempi di Platone continua a non godere di buona fama\, al punto che ancora oggi capita che l’oratore (il professore\, il giornalista\, il politico ecc.) proclami orgoglioso: «Lo dico senza retorica». Compiendo\, più o meno consciamente\, una sottile operazione retorica: usare l’arte per nasconderla. \nMa non tutto è perduto. Da quando\, a metà del XX secolo\, è stata riproposta\, aristotelicamente\, come teoria dell’argomentazione e non solo come padronanza di figure di stile\, la retorica è rientrata nelle università e nelle scuole\, permettendo ai giovani di comprenderla\, riconoscerla e praticarla nei contesti più vari\, a partire dalle gare di debate. \nNato da una lunga esperienza didattica\, questo libro suggerisce di attingere a una “scoperta” della classicità\, le quattro operazioni che Quintiliano aveva chiamato quadripertita ratio: aggiungere e sottrarre (opposte e ugualmente affascinanti)\, cambiare di posto e sostituire (distinte ma usate insieme con molta più frequenza delle altre). Analizzando come ciascuna di queste interagisca con la “triade” aristotelica (oratore\, discorso\, uditorio)\, questo saggio breve quanto vivace evoca esperienze antiche e contemporanee per aiutarci a perfezionare la nostra\, efficace\, retorica quotidiana. \nL’autore\nGigi Spina è filologo e scrittore. Ha insegnato Filologia classica nell’Università di Napoli Federico II ed è stato Chaire Gutenberg 2009 nell’Università di Strasburgo. Ha pubblicato\, tra gli altri\, Omero. Il libro dell’orrido Polifemo (Il Mulino\, 2024)\, Odissea 4.0. Nessuno ricorda Ulisse (Liguori\, 2023) e Il mito delle sirene. Immagini e racconti dalla Grecia a oggi (con Maurizio Bettini\, Einaudi\, 2007). Sul sito www.luigigigispina.altervista.org si trovano le sue pubblicazioni\, per la maggior parte in open access. \n 
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SUMMARY:"La gioia ribelle" alla Libreria Lo Spazio di Pistoia
DESCRIPTION:La gioia ribelle alla Libreria Lo Spazio di Pistoia \nVenerdì 17 aprile alle ore 18\, Nicoletta Cinotti presenta La gioia ribelle. La mindfulness e l’arte di invecchiare alla Libreria Lo Spazio di Pistoia. Dialogano con l’autrice Paola Bigiarini e Tiziana Vivarelli. \nIl libro\nE se smettessimo di temere l’età che avanza e iniziassimo a riconoscerla per ciò che è: un privilegio\, una possibilità\, una nuova libertà? \nIn una società ossessionata dalla giovinezza\, invecchiare viene spesso vissuto come una perdita. Eppure la scienza racconta un’altra storia: coltivare convinzioni positive sull’invecchiamento può tradursi in anni di vita in più. Il vero nemico non è il tempo\, ma gli stereotipi che ci avvelenano lentamente\, da fuori e da dentro. \nLa gioia ribelle è il primo libro italiano che unisce mindfulness e consapevolezza in un percorso di accettazione dell’invecchiamento. Non un manuale anti età\, ma una guida per abitare pienamente ogni fase dell’esistenza\, sostenuta da ricerche neuroscientifiche che mostrano come la meditazione possa trasformare – e persino “ringiovanire” – il nostro cervello. \nDal corpo che cambia alla forza della vulnerabilità\, dalle relazioni che evolvono al dialogo tra identità e memoria\, dal coraggio di reinventarsi alla gioia di progettare il futuro oltre gli schemi temporali\, questo libro è un inno alla vita in ogni sua stagione. Rigoroso e accessibile\, teorico e pratico\, parla non solo agli over 65\, ma a chiunque voglia cambiare paradigma e imparare\, al di là del giovanilismo e della resa\, a diventare ciò che è.
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SUMMARY:Gabriella Grasso a TEDxBattipaglia
DESCRIPTION:Gabriella Grasso a TEDxBattipaglia \nSabato 18 aprile\, Gabriella Grasso\, autrice di Smettetela di dirci che non siamo felici\, partecipa alla terza edizione di TEDxBattipaglia al Palazzetto dello Sport Palapuglisi di Battipaglia. \nEsiste ancora un pregiudizio verso chi vive senza un partner? La risposta\, sostiene Gabriella\, è sì. E sebbene non risparmi nessuno\, è generalmente più marcato nei confronti delle donne. Dalle domande invadenti (“Ma poi ti sposi?”) alla rappresentazione culturale che dipinge la singolitudine come incompletezza\, mancanza\, condizione da giustificare. \nIl suo contributo a TEDxBattipaglia vuole ribaltare lo sguardo: e se la singolitudine non fosse una condizione da giustificare\, ma una possibilità da riconoscere? Non per sostenere un inutile single-pride\, ma per promuovere la libertà di ciascuno di scegliere la vita che ritiene più giusta per sé. Perché non esiste un solo modo per essere felici\, e il vero match non è trovare “la persona giusta”\, ma costruire una vita autentica. \nPer info e biglietti cliccare qui. \nSmettetela di dirci che non siamo felici. Un’indagine sulle donne singole di Gabriella Grasso\nSebbene il numero delle persone singole sia in aumento in tutto il mondo\, le donne senza partner né figli continuano a essere oggetto di curiosità o di giudizio. \nLa singolitudine non è considerata un’opzione: anche nei film\, nelle serie tv\, nei libri\, le protagoniste che non hanno un partner immancabilmente lo trovano prima della parola Fine. \nQuasi che una vita fuori dalla coppia non contenesse potenzialità narrativa. Quasi che\, eliminando la coppia dall’esistenza\, non restasse granché di significativo. Ma è davvero così? \nConvinta della necessità di controbilanciare questa narrazione stereotipata\, Gabriella Grasso ha intervistato scrittrici\, giornaliste ed esperte di singles studies dall’Australia all’India\, dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti\, per condividere ricerche ed esperienze personali. Ha poi ascoltato i racconti di una trentina di donne italiane tra i trenta e i sessantanove anni che abitano in grandi città o in provincia\, che vivono il loro status con consapevolezza e gioia\, senza escludere che possa modificarsi ma affrancate dall’ossessione della ricerca. Intrecciando questa polifonia di voci alla propria\, l’autrice affronta temi come amicizia\, sesso\, maternità\, viaggio e spiritualità per comporre un ritratto della vita “senza vincoli” privo delle tinte fosche della solitudine e dell’inadeguatezza. Perché tutte le donne hanno il diritto di dire addio al fantasma del fallimento e a pensarsi libere (e felici).
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SUMMARY:"La figlia che non c'era" a Cinisello Balsamo
DESCRIPTION:La figlia che non c’era a Cinisello Balsamo \nDomenica 19 aprile alle 16\, Andrea Noto presenta La figlia che non c’era nella Sala Tea del Centro Sant’Ambrogio di Cinisello Balsamo\, in dialogo con Laura Lach. Evento organizzato dall’Associazione Amici della Casa dell’Accoglienza ODV e Libri e Giochi. \nIl libro\nLoredana è una donna come tante\, con tre bambine\, un marito medico\, una cattedra di inglese in una scuola d’arte e una famiglia d’origine unita e solidale. \nUn giorno qualunque\, però\, tutto cambia. Una confessione della mamma Adele sgretola all’improvviso le fondamenta sulle quali poggiava il suo mondo\, dando corpo a un sospetto che aleggiava da sempre su di loro. E che\, una volta rivelato\, la spinge\, con il sostegno del marito Andrea\, a intraprendere un lungo e tortuoso cammino alla ricerca di sé stessa e delle proprie radici\, a partire dalla meravigliosa villa sul Lago di Garda\, ormai in stato di abbandono\, dove sua madre\, da ragazza\, era a servizio. \nIn pagine ricche di pathos e di suspense\, si intrecciano le storie di una domestica\, sedotta e abbandonata dal “giovin signore”\, come nei migliori romanzi rosa\, e di sua figlia che\, trentasei anni dopo\, riceve il testimone e trova il coraggio di iniziare il processo che la riporterà a casa. \nTra atti giudiziari e testamenti non validi\, test del DNA e vecchie lettere\, diari\, oggetti\, ricordi\, Loredana perde e ritrova più volte la strada\, senza mai arrendersi. La sua è un’avventura costellata di sorprese e di colpi di scena\, in cui affronta l’azione legale per affermare la verità e ottenere quello che le spetta e\, insieme\, impara a riconoscere ed elaborare i sentimenti complessi messi in campo dagli attori di questa storia – la rabbia\, il rimpianto\, il disprezzo\, l’amore\, la gratitudine – che oggi fanno di lei quella che è.
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SUMMARY:Presentazione "Retorica quotidiana" a Palermo
DESCRIPTION:Presentazione Retorica quotidiana a Palermo \nMercoledì 6 maggio 2026 alle ore 16.00\, presso la biblioteca del Museo internazionale delle Marionette “Antonio Pasqualino” (Piazzetta Antonio Pasqualino 5\, Palermo)\, Gigi Spina presenta Retorica quotidiana. Quattro modi per muovere le idee. \nL’incontro\, moderato da Laura Auteri (Fondazione Mario Rubino)\, vedrà Francesco Caparrotta e Mauro Serra in dialogo con l’autore. Un’occasione per riflettere su come la retorica attraversi la vita di tutti i giorni e su come le parole\, le scelte espressive e le strategie argomentative possano orientare pensieri e decisioni. \nL’ingresso è libero fino a esaurimento posti. \nIl libro\nLa usiamo nella vita privata per convincere gli amici a preferire una pizzeria a un’altra o sul lavoro per sostenere la bontà di un progetto su cui abbiamo lavorato a lungo. La ascoltiamo nelle occasioni pubbliche\, storcendo il naso o commuovendoci a seconda di quanto è efficace. Eppure\, dai tempi di Platone continua a non godere di buona fama\, al punto che ancora oggi capita che l’oratore (il professore\, il giornalista\, il politico ecc.) proclami orgoglioso: «Lo dico senza retorica». Compiendo\, più o meno consciamente\, una sottile operazione retorica: usare l’arte per nasconderla. \nMa non tutto è perduto. Da quando\, a metà del XX secolo\, è stata riproposta\, aristotelicamente\, come teoria dell’argomentazione e non solo come padronanza di figure di stile\, la retorica è rientrata nelle università e nelle scuole\, permettendo ai giovani di comprenderla\, riconoscerla e praticarla nei contesti più vari\, a partire dalle gare di debate. \nNato da una lunga esperienza didattica\, questo libro suggerisce di attingere a una “scoperta” della classicità\, le quattro operazioni che Quintiliano aveva chiamato quadripertita ratio: aggiungere e sottrarre (opposte e ugualmente affascinanti)\, cambiare di posto e sostituire (distinte ma usate insieme con molta più frequenza delle altre). Analizzando come ciascuna di queste interagisca con la “triade” aristotelica (oratore\, discorso\, uditorio)\, questo saggio breve quanto vivace evoca esperienze antiche e contemporanee per aiutarci a perfezionare la nostra\, efficace\, retorica quotidiana.
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SUMMARY:"Vite da ariani" a Rivalta sul Mincio (MN)
DESCRIPTION:Vite da ariani a Rivalta sul Mincio (MN) \nVenerdì 8 maggio 2026 alle ore 20.45\, presso la sala Ascari in via Porto a Corte Mincio a Rivalta sul Mincio (MN)\, Guido Dalla Volta presenta il suo libro Vite da ariani\, con prefazione di Liliana Segre. \nL’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili. È consigliata la prenotazione: via messaggio al 328 5783684 (Simona) o via email a giovannistorti67@gmail.com. L’evento è organizzato con il patrocinio del Comune di Rodigo\, del Gruppo Culturale Rivalta Pietro Morelli\, del Centro Sociale e del Circolo Fotografico Rivalta. \nIl libro\n1936. Guido Dalla Volta vive a Brescia con la moglie Emma e i due figli\, Alberto e Paolo. È un uomo onesto e rispettato\, perfettamente integrato nel suo contesto sociale\, che fonda la sua esistenza sui valori della tradizione: lavoro\, famiglia\, patria. C’è solo un dettaglio\, fino a quel momento ininfluente: i Dalla Volta hanno origini ebraiche. Mentre Emma presagisce il pericolo\, Guido non vuole credere al peggio\, finché le leggi razziali non gli aprono sotto i piedi una voragine kafkiana che lo inghiotte insieme al figlio maggiore. \n1962. Mentre Emma attende ancora il ritorno del marito e del primogenito\, il nipotino\, che porta lo stesso nome del nonno\, fa domande che restano senza risposta. E suo padre Paolo\, uomo severo e irrigidito dal dolore\, deve decidere come raccontargli una verità complicata e negata\, così lontana dalla vita serena e brillante che sta costruendo per lui. Sullo sfondo di questo immenso non detto\, si staglia una lettera in cui Alberto è ricordato come «il più forte\, il più risoluto\, il più degno di sopravvivere». A firmarla è un suo compagno di prigionia ad Auschwitz\, uno scrittore torinese di nome Primo Levi\, che all’amico dedicherà passaggi salienti dei suoi capolavori. \nLe grandi tragedie hanno un inizio e una fine\, ma ci sono un prima e un dopo che non smettono di parlarsi\, nel silenzio. Rimbalzando tra questi due tempi – in mezzo ai quali si spalanca l’indicibile – Guido Dalla Volta racconta la “vita da ariani” della sua famiglia\, il tentativo\, vano\, di sfuggire alle persecuzioni e\, finita la guerra\, quello di evitare le sofferenze del ricordo nella paura che l’orrore possa ripetersi. Fino all’epilogo quando\, rompendo una barriera con il coraggio della parola\, il passato e il presente si fondono in una nuova dimensione\, quella della memoria. \nGuido Dalla Volta\, nato a Brescia nel 1956\, si è laureato in Ingegneria elettronica presso il Politecnico di Milano. Nel 1982 ha conseguito il titolo di Master of Computer Science presso la McGill University di Montréal. Ha trascorso la sua carriera lavorativa presso la IBM\, in Italia e all’estero\, fino al 2019 quando\, a seguito del pensionamento\, si è potuto dedicare alle ricerche che hanno permesso la stesura di questo suo primo libro.
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LOCATION:Sala Ascari\, Via Porto a Corte Mincio\, Rivalta sul Mincio\, MN
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