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SUMMARY:"Tra Bergamo e Brescia alla scoperta dei siti UNESCO" a Bienno (BS)
DESCRIPTION:“Tra Bergamo e Brescia alla scoperta dei siti UNESCO” a Bienno (BS) \nLunedì 24 agosto alle ore 21\, Massimo Tedeschi presenta Tra Bergamo e Brescia alla scoperta dei siti UNESCO a Bienno (BS) nel Cortile La Gibigiana nell’ambito della rassegna “Inciampi letterari 2026”. Dialoga con l’autore Monica Ducoli. \nUn viaggio attraverso 13.000 anni di storia\, dalle incisioni rupestri della Valcamonica all’utopia industriale di Crespi d’Adda.\n\nIl libro\n\nL’Italia precede di un’incollatura la Cina in vetta alla classifica degli Stati con più siti UNESCO: ne possiede infatti sessanta (a marzo 2025). Fra le regioni italiane il primato spetta alla Lombardia\, con dieci siti\, di cui metà sono nelle province di Bergamo e Brescia. \nVisitarli tutti vuol dire immergersi in una storia millenaria e\, soprattutto\, intraprendere un viaggio attraverso un territorio straordinario\, conoscere i gioielli che custodisce e le persone che se ne prendono cura. \nIl nostro percorso inizia da Bergamo e dalle sue mura la cui costruzione\, tra il XVI e il XVII secolo\, ha imposto sacrifici enormi alla città ma le ha regalato una corona in pietra che oggi la rende unica. Si prosegue poi fra le case e le ciminiere di Crespi d’Adda\, testimonianza di un’epoca d’oro dell’industria lombarda. Varcando il confine fra le province ci si sposta a Brescia e ai reperti lasciati dai «barbari» Longobardi\, che nell’VIII secolo elessero la città a luogo del potere religioso\, secolare e spirituale. Infine\, due tappe misteriose e suggestive: la Valle Camonica\, dove l’arte rupestre ci affascina con il suo linguaggio ancestrale\, e i siti palafitticoli del lago di Garda\, che ci proiettano nel vissuto quotidiano dei nostri antenati. \nTante epoche diverse\, tanti paesaggi naturali e urbani da esplorare\, in un alternarsi di scoperte e di emozioni. Tutte da provare
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SUMMARY:Eleonora Sacco presenta "Socotra" al Leggère Bookclub di Como
DESCRIPTION:Eleonora Sacco presenta “Socotra” al Leggère Bookclub di Como \nVenerdì 18 settembre Eleonora Sacco presenta il suo libro Socotra. Viaggio sentimentale in un’isola impossibile al Leggère Bookclub all’Orto dell’Associazione TerraViva di Como. \nPrima della presentazione\, i partecipanti potranno visitare l’orto\, partecipare a un laboratorio di upcycling letterario e prendere un aperitivo con i prodotti dell’orto stesso. \nIl ritrovo è alle ore 18\, è richiesta la prenotazione tramite Eventbrite e la quota di iscrizione è di 5 €. \nIl libro\nSocotra\, da poco riemersa agli occhi del mondo dopo essere stata isolata per anni a causa della guerra civile che tutt’ora divide lo Yemen\, è un luogo senza eguali. \nQuesto scoglio gettato in mezzo all’oceano\, quasi inaccessibile eppure sfiorato dalle rotte commerciali più trafficate del pianeta\, è fatto di bellezze straordinarie e contraddizioni insanabili. Con la sua terra impervia battuta dal vento\, la sua lingua unica e uno stile di vita arcaico dato in pasto alla globalizzazione\, racchiude in sé l’inizio e la fine della storia dell’umanità. Se da un lato offre paesaggi ancestrali – con piante mai viste\, deserti e foreste rigogliose – e attira l’attenzione di botanici\, linguisti\, antropologi\, dall’altro è preda di nuovi flussi di turismo e denaro\, che ne minacciano l’integrità. \nA raccontarlo\, muovendosi fra il diario di viaggio e il reportage\, è Eleonora Sacco\, che a Socotra ha vissuto e lavorato tra il 2021 e il 2023 e ne ha scandagliato gli angoli più nascosti\, incontrando la sua gente\, ascoltando le sue voci\, intessendo amicizie profonde. Tra dune di sabbia e scogliere calcaree\, villaggi remoti e antiche leggende\, ci svela dal di dentro un’isola apparentemente impossibile ma molto reale\, che scalpita e canta nel suo difficile percorso verso l’emancipazione. \nL’autrice\nEleonora Sacco (Milano\, 1994) lavora come guida in Caucaso\, Asia Centrale e in alcuni Paesi arabofoni. Ha viaggiato molto e vissuto in Italia\, Portogallo\, Russia e Georgia. Dal 2015\, con painderoute.it promuove un approccio consapevole e rispettoso a luoghi e culture ingiustamente marginalizzate. È coautrice con Angelo Zinna dei podcast Cemento (2019-2021) e Kult (2023). Nel 2023 ha fondato la linea viaggi Kukushka Tours. \nCon Enrico Damiani Editore ha pubblicato Piccolo alfabeto per viaggiatori selvatici (2020).
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SUMMARY:Eleonora Sacco al Festival Pensare Contemporaneo di Piacenza
DESCRIPTION:Eleonora Sacco al Festival Pensare Contemporaneo di Piacenza \nDomenica 27 settembre alle ore 15 all’Auditorium Fondazione Piacenza e Vigevano (Via Sant’Eufemia 12\, Piacenza)\, Eleonora Sacco\, autrice di Piccolo alfabeto per viaggiatori selvatici e Socotra\, sarà ospite del Festival Pensare Contemporaneo in un incontro con Lucie Azema ed Eleonora Bagarotti per riflettere sul confine tra il turista che consuma e il viaggiatore che si mette in gioco\, per immaginare come tornare a viaggiare per lasciarsi trasformare da ciò che si incontra. \nI libri di Eleonora Sacco\nPiccolo alfabeto per viaggiatori selvatici\nPiccolo alfabeto per viaggiatori selvatici è il primo libro di Eleonora Sacco. Eleonora è una “rotolacampo selvatica”\, naturalmente entusiasta\, can­terina\, biciclettara\, consumatrice seriale di infusi\, specie se comprati dalle babushki streghe dei mercati postsovietici. Ama viaggiare da sempre\, e nel viaggiare racconta e soprattutto ascolta storie\, possibilmente in lingua ori­ginale – che le capisca o meno. Viaggia per gioia e per necessità\, per cogliere – con il corpo e non solo con la mente – il nocciolo delle cose. \nIn Piccolo alfabeto per viaggiatori selvatici\, intreccia itinerari insoliti ed etimologie di terre lontane\, racconti di avventure spericolate e pensieri sul mondo. Ma anche su come fare lo zaino\, su come funziona CouchSurfing\, su dove piazzare la tenda e come farsi capire. Racconta cosa vuol dire andare a Tbilisi in autostop e avvistare un fagiano in Transcarpazia\, chiacchierare su un vagone della Transiberiana e riscoprire la casa di Sarajevo dove tutto è iniziato. \nTra i racconti\, gli incontri\, gli indimenticabili tramonti\, troverete consigli pratici e non solo su come viaggiare in libertà\, con consapevolezza\, lun­go vie poco battute. Ma anche come restare selvatici alle porte di casa. E uscire da voi stessi per ritrovarvi un po’ più veri\, più saggi\, più profondi. \nSocotra. Viaggio sentimentale in un’isola impossibile\nSocotra\, da poco riemersa agli occhi del mondo dopo essere stata isolata per anni a causa della guerra civile che tutt’ora divide lo Yemen\, è un luogo senza eguali. \nQuesto scoglio gettato in mezzo all’oceano\, quasi inaccessibile eppure sfiorato dalle rotte commerciali più trafficate del pianeta\, è fatto di bellezze straordinarie e contraddizioni insanabili. Con la sua terra impervia battuta dal vento\, la sua lingua unica e uno stile di vita arcaico dato in pasto alla globalizzazione\, racchiude in sé l’inizio e la fine della storia dell’umanità. Se da un lato offre paesaggi ancestrali – con piante mai viste\, deserti e foreste rigogliose – e attira l’attenzione di botanici\, linguisti\, antropologi\, dall’altro è preda di nuovi flussi di turismo e denaro\, che ne minacciano l’integrità. \nA raccontarlo\, muovendosi fra il diario di viaggio e il reportage\, è Eleonora Sacco\, che a Socotra ha vissuto e lavorato tra il 2021 e il 2023 e ne ha scandagliato gli angoli più nascosti\, incontrando la sua gente\, ascoltando le sue voci\, intessendo amicizie profonde. Tra dune di sabbia e scogliere calcaree\, villaggi remoti e antiche leggende\, ci svela dal di dentro un’isola apparentemente impossibile ma molto reale\, che scalpita e canta nel suo difficile percorso verso l’emancipazione.
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SUMMARY:Guido Dalla Volta presenta "Vite da ariani" all'Archivio di Stato di Brescia
DESCRIPTION:Guido Dalla Volta presenta Vite da ariani all’Archivio di Stato di Brescia \nDomenica 27 settembre alle ore 17\, Guido Dalla Volta presenta Vite da ariani all’Archivio di Stato di Brescia (Via Galilei 42/44)\, in dialogo con Corinna Desole\, nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio. \nEventi a partecipazione gratuita su prenotazione scrivendo all’indirizzo mail as-bs@cultura.gov.it oppure chiamando al numero 030 305204. \nIl libro\n1936. Guido Dalla Volta vive a Brescia con la moglie Emma e i due figli\, Alberto e Paolo. È un uomo onesto e rispettato\, perfettamente integrato nel suo contesto sociale\, che fonda la sua esistenza sui valori della tradizione: lavoro\, famiglia\, patria. C’è solo un dettaglio\, fino a quel momento ininfluente: i Dalla Volta hanno origini ebraiche. Mentre Emma presagisce il pericolo\, Guido non vuole credere al peggio\, finché le leggi razziali non gli aprono sotto i piedi una voragine kafkiana che lo inghiotte insieme al figlio maggiore. \n1962. Mentre Emma attende ancora il ritorno del marito e del primogenito\, il nipotino\, che porta lo stesso nome del nonno\, fa domande che restano senza risposta. E suo padre Paolo\, uomo severo e irrigidito dal dolore\, deve decidere come raccontargli una verità complicata e negata\, così lontana dalla vita serena e brillante che sta costruendo per lui. Sullo sfondo di questo immenso non detto\, si staglia una lettera in cui Alberto è ricordato come «il più forte\, il più risoluto\, il più degno di sopravvivere». A firmarla è un suo compagno di prigionia ad Auschwitz\, uno scrittore torinese di nome Primo Levi\, che all’amico dedicherà passaggi salienti dei suoi capolavori. \nLe grandi tragedie hanno un inizio e una fine\, ma ci sono un prima e un dopo che non smettono di parlarsi\, nel silenzio. Rimbalzando tra questi due tempi – in mezzo ai quali si spalanca l’indicibile – Guido Dalla Volta racconta la “vita da ariani” della sua famiglia\, il tentativo\, vano\, di sfuggire alle persecuzioni e\, finita la guerra\, quello di evitare le sofferenze del ricordo nella paura che l’orrore possa ripetersi. Fino all’epilogo quando\, rompendo una barriera con il coraggio della parola\, il passato e il presente si fondono in una nuova dimensione\, quella della memoria. \nGuido Dalla Volta\, nato a Brescia nel 1956\, si è laureato in Ingegneria elettronica presso il Politecnico di Milano. Nel 1982 ha conseguito il titolo di Master of Computer Science presso la McGill University di Montréal. Ha trascorso la sua carriera lavorativa presso la IBM\, in Italia e all’estero\, fino al 2019 quando\, a seguito del pensionamento\, si è potuto dedicare alle ricerche che hanno permesso la stesura di questo suo primo libro.
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SUMMARY:L'ascolto ribelle. Un laboratorio condotto da Nicoletta Cinotti
DESCRIPTION:L’ascolto ribelle. Un laboratorio condotto da Nicoletta Cinotti \nSabato 3 ottobre\, Nicoletta Cinotti condurrà un laboratorio ispirato al suo libro La gioia ribelle. La mindfulness e l’arte di invecchiare nell’ambito del Festival dell’Ascolto\, che si terrà nel chiostro della Parrocchia di Santa Maria di Castello di Alessandria. \nNel laboratorio verranno esplorate tre dimensioni dell’ascolto: l’ascolto del corpo\, che sa sempre più di quanto crediamo; l’ascolto del tempo\, delle storie che ci raccontiamo sugli anni che passano; e l’ascolto reciproco\, attraverso una pratica in coppia in cui si esplorerà cosa succede quando qualcuno ci ascolta senza interrompere\, senza consigliare\, senza consolare. Semplicemente ascoltando. \nIl libro\nE se smettessimo di temere l’età che avanza e iniziassimo a riconoscerla per ciò che è: un privilegio\, una possibilità\, una nuova libertà? \nIn una società ossessionata dalla giovinezza\, invecchiare viene spesso vissuto come una perdita. Eppure la scienza racconta un’altra storia: coltivare convinzioni positive sull’invecchiamento può tradursi in anni di vita in più. Il vero nemico non è il tempo\, ma gli stereotipi che ci avvelenano lentamente\, da fuori e da dentro. \nLa gioia ribelle è il primo libro italiano che unisce mindfulness e consapevolezza in un percorso di accettazione dell’invecchiamento. Non un manuale anti età\, ma una guida per abitare pienamente ogni fase dell’esistenza\, sostenuta da ricerche neuroscientifiche che mostrano come la meditazione possa trasformare – e persino “ringiovanire” – il nostro cervello. \nDal corpo che cambia alla forza della vulnerabilità\, dalle relazioni che evolvono al dialogo tra identità e memoria\, dal coraggio di reinventarsi alla gioia di progettare il futuro oltre gli schemi temporali\, questo libro è un inno alla vita in ogni sua stagione. Rigoroso e accessibile\, teorico e pratico\, parla non solo agli over 65\, ma a chiunque voglia cambiare paradigma e imparare\, al di là del giovanilismo e della resa\, a diventare ciò che è. \n 
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SUMMARY:Gigi Spina presenta "Retorica quotidiana" alla Libreria Ubik di Cosenza
DESCRIPTION:Gigi Spina presenta Retorica quotidiana alla Libreria Ubik di Cosenza \nVenerdì 9 ottobre alle ore 18\, Gigi Spina presenta Retorica quotidiana. Quattro modi per muovere le idee alla Libreria Ubik di Cosenza (Via XXIV maggio 49/P) in dialogo con Laurent Pernot\, dell’Institut de France\, e Alessandra Romeo\, dell’Università della Calabria. \nIl libro\nLa usiamo nella vita privata per convincere gli amici a preferire una pizzeria a un’altra o sul lavoro per sostenere la bontà di un progetto su cui abbiamo lavorato a lungo. La ascoltiamo nelle occasioni pubbliche\, storcendo il naso o commuovendoci a seconda di quanto è efficace. Eppure\, dai tempi di Platone continua a non godere di buona fama\, al punto che ancora oggi capita che l’oratore (il professore\, il giornalista\, il politico ecc.) proclami orgoglioso: «Lo dico senza retorica». Compiendo\, più o meno consciamente\, una sottile operazione retorica: usare l’arte per nasconderla. \nMa non tutto è perduto. Da quando\, a metà del XX secolo\, è stata riproposta\, aristotelicamente\, come teoria dell’argomentazione e non solo come padronanza di figure di stile\, la retorica è rientrata nelle università e nelle scuole\, permettendo ai giovani di comprenderla\, riconoscerla e praticarla nei contesti più vari\, a partire dalle gare di debate. \nNato da una lunga esperienza didattica\, questo libro suggerisce di attingere a una “scoperta” della classicità\, le quattro operazioni che Quintiliano aveva chiamato quadripertita ratio: aggiungere e sottrarre (opposte e ugualmente affascinanti)\, cambiare di posto e sostituire (distinte ma usate insieme con molta più frequenza delle altre). Analizzando come ciascuna di queste interagisca con la “triade” aristotelica (oratore\, discorso\, uditorio)\, questo saggio breve quanto vivace evoca esperienze antiche e contemporanee per aiutarci a perfezionare la nostra\, efficace\, retorica quotidiana. \nL’autore\nGigi Spina è filologo e scrittore. Ha insegnato Filologia classica nell’Università di Napoli Federico II ed è stato Chaire Gutenberg 2009 nell’Università di Strasburgo. Ha pubblicato\, tra gli altri\, Omero. Il libro dell’orrido Polifemo (Il Mulino\, 2024)\, Odissea 4.0. Nessuno ricorda Ulisse (Liguori\, 2023) e Il mito delle sirene. Immagini e racconti dalla Grecia a oggi (con Maurizio Bettini\, Einaudi\, 2007). Sul sito www.luigigigispina.altervista.org si trovano le sue pubblicazioni\, per la maggior parte in open access
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SUMMARY:Presentazione di "Torino adagio" alla Specht Residenzen
DESCRIPTION:Presentazione di Torino adagio alla Specht Residenzen \nMercoledì 14 ottobre alle 17\, Anna Rowinski presenta Torino adagio. Dai margini al centro\, lungo i fiumi alla Specht Residenzen di Torino (Corso Palestro 5). L’autrice dialogherà con Elena Ferro\, sindacalista e blogger. \nIl libro\nTorino è la città dei quattro fiumi (la Dora\, il Po\, la Stura e il Sangone)\, delle colline e delle montagne\, quasi sempre visibili da ogni strada. È la città dell’automobile\, del cinema\, della Sindone\, dell’arte contemporanea\, dell’editoria\, dei moltissimi appuntamenti culturali\, in tutte le stagioni. È stata residenza dei Savoia\, che ne hanno influenzato impianto e architettura\, capitale d’Italia e sede storica di industrie intorno alle quali è cresciuta e cambiata. Ed è la città che negli ultimi venticinque anni ha visto la rigenerazione delle periferie\, arricchite dai molti abitanti arrivati da lontano. \nTorino è una città vivace e multiforme\, che questa guida propone di esplorare partendo dai margini\, là dove né il turista né il torinese si spinge di solito. In un percorso a spirale\, proveremo a tracciarne una immagine sfaccettata\, un mosaico formato dall’accostamento di tanti tasselli\, talvolta anche piccoli e nascosti\, che ognuno potrà comporre a suo modo\, a piedi o in bicicletta\, cogliendone le luci e gli odori attraverso il ritmo dell’adagio. \nDandosi anche il tempo di ascoltare le voci di chi questi luoghi li conosce profondamente\, li ama\, li studia\, li consiglia\, perché le città sono fatte soprattutto dalle persone che le rendono vive e le riempiono di senso. \nTorino adagio fa parte della collana gli adagi\, nata dall’idea dall’idea dell’Adagio Urbano che ha ispirato le passeggiate di Teresa Monestiroli a Milano. \n«L’Adagio è uno stile di vita: un incedere lento per le strade dell’esistenza che diventa un’occasione per scoprire qualcosa di nuovo dentro e fuori di sé\, riordinare i pensieri e tornare a stupirsi di fronte a luoghi che spesso abitiamo distrattamente». \nTeresa Monestiroli\, ideatrice e curatrice della collana
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SUMMARY:Presentazione di "Retorica quotidiana" all'Università di Siena
DESCRIPTION:Presentazione di Retorica quotidiana all’Università di Siena \nMartedì 27 ottobre alle 15.30\, Gigi Spina presenta Retorica quotidiana. Quattro modi per muovere le idee all’Università di Siena nell’aula 447 di Palazzo San Niccolò (Via Roma 56). Dialogheranno con l’autore Maurizio Bettini e Simone Beta. \nIl libro\nLa usiamo nella vita privata per convincere gli amici a preferire una pizzeria a un’altra o sul lavoro per sostenere la bontà di un progetto su cui abbiamo lavorato a lungo. La ascoltiamo nelle occasioni pubbliche\, storcendo il naso o commuovendoci a seconda di quanto è efficace. Eppure\, dai tempi di Platone continua a non godere di buona fama\, al punto che ancora oggi capita che l’oratore (il professore\, il giornalista\, il politico ecc.) proclami orgoglioso: «Lo dico senza retorica». Compiendo\, più o meno consciamente\, una sottile operazione retorica: usare l’arte per nasconderla. \nMa non tutto è perduto. Da quando\, a metà del XX secolo\, è stata riproposta\, aristotelicamente\, come teoria dell’argomentazione e non solo come padronanza di figure di stile\, la retorica è rientrata nelle università e nelle scuole\, permettendo ai giovani di comprenderla\, riconoscerla e praticarla nei contesti più vari\, a partire dalle gare di debate. \nNato da una lunga esperienza didattica\, questo libro suggerisce di attingere a una “scoperta” della classicità\, le quattro operazioni che Quintiliano aveva chiamato quadripertita ratio: aggiungere e sottrarre (opposte e ugualmente affascinanti)\, cambiare di posto e sostituire (distinte ma usate insieme con molta più frequenza delle altre). Analizzando come ciascuna di queste interagisca con la “triade” aristotelica (oratore\, discorso\, uditorio)\, questo saggio breve quanto vivace evoca esperienze antiche e contemporanee per aiutarci a perfezionare la nostra\, efficace\, retorica quotidiana. \nL’autore\nGigi Spina è filologo e scrittore. Ha insegnato Filologia classica nell’Università di Napoli Federico II ed è stato Chaire Gutenberg 2009 nell’Università di Strasburgo. Ha pubblicato\, tra gli altri\, Omero. Il libro dell’orrido Polifemo (Il Mulino\, 2024)\, Odissea 4.0. Nessuno ricorda Ulisse (Liguori\, 2023) e Il mito delle sirene. Immagini e racconti dalla Grecia a oggi (con Maurizio Bettini\, Einaudi\, 2007). Sul sito www.luigigigispina.altervista.org si trovano le sue pubblicazioni\, per la maggior parte in open access.
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SUMMARY:Federico Lupo Trevisan ospite di @mammeamodonostro - DIRETTA INSTAGRAM
DESCRIPTION:Federico Lupo Trevisan ospite di @mammeamodonostro – DIRETTA INSTAGRAM \nGiovedì 29 ottobre alle ore 18\, Federico Lupo Trevisan\, autore di Gli altri colori dell’arcobaleno. Fatiche e gioie dell’omogenitorialità sarà ospite in diretta Instagram della psicologa Iris Pellizzoni (@mammeamodonostro). \nIl libro\nPer alcuni il desiderio di avere dei figli non è soltanto un pensiero razionale\, un’idea o un progetto di vita\, ma un impulso che abita nella carne. Per i genitori omosessuali\, in particolare\, questa spinta si traduce in una scelta dalle tante implicazioni – sociali\, mediche\, psicologiche –\, un percorso tortuoso\, che nasce da domande profonde: «Perché vogliamo diventare genitori? È davvero un nostro diritto avere figli a tutti i costi? Fino a che punto possiamo spingerci?». \nFederico Lupo Trevisan\, psicologo e psicoterapeuta\, racconta la realtà delle famiglie arcobaleno che ha conosciuto e seguito in anni di lavoro\, dipingendole in tutte le loro sfumature: da quelle vivaci della gioia e della scoperta a quelle più cupe della sofferenza davanti a ostacoli in apparenza insormontabili. In queste pagine dà la parola a genitori e bambini\, ma anche a chi partecipa al loro mondo concreto e simbolico: nonni e nonne\, insegnanti\, medici\, pubblici ufficiali e persone di fede. Voci che\, intrecciate\, contribuiscono con le loro prospettive ad aprire uno spazio di riflessione su noi stessi\, la nostra società e la strada che ancora dobbiamo percorrere.
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